È in programma martedì 10 febbraio la nuova tappa del processo successivo alla liquidazione giudiziale del “vecchio” Acr Messina. Un’udienza finalizzata alla verifica del passivo effettivo del club e in particolare all’esame delle istanze presentate dai creditori entro il primo termine del 16 dicembre.

Il Tribunale dovrà valutare quali istanze sono ammissibili e quali dovranno invece essere respinte. In questa fase verranno analizzate le domande giunte con tempestività all’avvocato Maria Di Renzo ma in seguito ci saranno altri sei mesi di tempo per presentare anche domande tardive di credito.
Il 15 dicembre si è concluso l’esercizio provvisorio della curatrice, che per tre mesi ha gestito il club su indicazione del Tribunale, avviando anche un’asta fallimentare alla quale si è presentato però soltanto il Racing City Group, che ha quindi rilevato la proprietà della società, dando vita al nuovo Acr Messina 1900. La ssd costituita per l’occasione ha ereditato il titolo sportivo di serie D.

Impossibile al momento una stima del debito effettivo contratto dal “vecchio” Acr, gestito per sette stagioni da Pietro Sciotto e dal gennaio 2025 dall’Aad Invest Group, rivelatasi incapace di immettere le somme necessarie per garantire la sopravvivenza del club, imponendo l’intervento del tribunale fallimentare.
Per esaminare le scritture contabili e valutare eventuali profili di responsabilità da parte degli amministratori sono previste invece procedure concorsuali molto lunghe. Per un giudizio ordinario successivo vi saranno infatti cinque anni di tempo. Al momento il primo passo sarà legato però alla quantificazione del debito e all’ammissione dei creditori, che sperano di vedere soddisfatte le loro istanze, recuperando almeno una parte delle somme vantate.





