Il Rettore dell’Università: “Solidarietà al collega aggredito al Policlinico”

Salvatore CuzzocreaIl rettore dell'Università di Messina Salvatore Cuzzocrea

Il Rettore dell’Università di Messina, Salvatore Cuzzocrea, è intervenuto sull’aggressione subita venerdì da un medico del Policlinico: “In questo momento di grande emergenza e di grande preoccupazione sento di esprimere la mia vicinanza al collega nefrologo oggetto di un’aggressione e grande gratitudine a tutto il personale medico e paramedico del Policlinico ed a tutti i colleghi in prima linea”.

“Questa notizia mi spinge allo stesso tempo a lanciare un appello a tutta la nostra comunità ad evitare gesti inopportunie inqualificabili che minano la coesione – ha aggiunto –. M’impegno a garantire che qualsiasi azione sarà posta in essere per assicurare i cittadini e i colleghi tutti affinché tutto si svolga con la massima deontologia e professionalità, che hanno sempre caratterizzato l’operato dell’Ateneo e del Policlinico”.

Cuzzocrea

Il Rettore Salvatore Cuzzocrea a uno degli eventi promossi dall’ateneo

Cuzzocrea ha stigmatizzato il comportamento di chi “mentre stiamo combattendo un nemico invisibile cerca con la violenza di imporre le proprie ragioni”. È il tempo della solidarietà e dell’unità, ha ribadito il Rettore: “Non stiamo risparmiando energie per cercare di dare il massimo in ogni struttura del nostro Ateneo. Stiamo lavorando senza sosta e abbiamo cercato di mettere a disposizione le nostre eccellenze e le nostre competenze per gestire l’emergenza. Con la stessa abnegazione i colleghi stanno lavorando al Policlinico, e in altre strutture sanitarie della città e della provincia, e per questo non posso esimermi dal far sentire a tutti loro la mia vicinanza”.

Quindi, in conclusione, un messaggio di responsabilità e speranza: “Pur comprendendo che la paura, il nervosismo e le legittime preoccupazioni per questa imprevedibile situazione che stiamo affrontando, credo che ognuno di noi con senso di responsabilità debba sostenere chi si è messo al servizio degli altri e rischia ora dopo ora la vita, svolgendo la propria professione. Ribadisco che dobbiamo lottare tutti insieme per uscirne vincitori non attentare alla vita di chi sta lavorando per noi”.

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