Il pianista Pasquale Iannone e la sua Vienna ottocentesca conquistano il PalAntonello

Esibizione altamente virtuosistica quella del pianista Pasquale Iannone ieri pomeriggio (31 gennaio), al PalAntonello, per il Diario Concertistico dell’Accademia Filarmonica di Messina. Tema del concerto è stato “Vienna nell’800 tra il serio ed il faceto”, dedicato ad autori strepitosi, reinterpretati con forte personalità e notevole vigore. Da non perdere il prossimo appuntamento sabato 7 febbraio ore 21, al Palacultura, con lo showman jazz Santi Scarcella.

Una Vienna ottocentesca rappresentata “tra il serio e il faceto” è stata l’ambientazione ideale per il concerto di Pasquale Iannone al pianoforte che ha realizzato, al Palacultura “Antonello”, una esibizione altamente virtuosistica, com’è insito nelle sue note e duttili capacità esecutive. Ad organizzare lo spettacolo apprezzatissimo dal pubblico è l’Accademia Filarmonica di Messina, giunta praticamente alla metà del proprio Diario Concertistico stagionale.
L’artista pugliese che suona in tutto il mondo ha presentato un programma classico ma “insolito”, dalle incredibili evoluzioni interpretative e dall’elevato spessore, muovendosi tra i compositori che hanno avuto a che a fare con la capitale austriaca ma, magari, non ne sono affatto originari.
“Il serio” ha racchiuso una prima parte dedicata Brahms con 6 Klavierstücke op.118 e Beethoven con la Sonata op. 27 n. 2 “Mondschein”, più popolarmente “Chiaro di luna” (Adagio Sostenuto, Allegretto, Presto agitato). L’opera 118 rientra, insieme alle 116, 117 e 119, nelle raccolte di pezzi brevi per pianoforte che Brahms crea nei suoi ultimi anni di vita (1891-1893), nella casa di villeggiatura estiva, in una sorta di magnifico “hobby per le vacanze”. Tutta la 118 (quindi anche il pezzo scelto da Iannone) è stata scritta per Clara Schumann e completata nel 1893. L’opera 118 si slancia dal breve Intermezzo in la minore di apertura al prominente lirismo con l’Intermezzo in la maggiore. I toni si alternano tra la veemenza della Ballata in sol minore che si alleggerisce solo nell’episodio centrale, una pagina grigia, l’Intermezzo in fa minore ed una intensamente idilliaca, la Romanza in fa maggiore. Queste fungono da piedistallo per i colori plumbei dell’Intermezzo in mi bemolle minore conclusivo, considerato dall’autore una specie di Requiem.
Con la “Sonata Quasi una fantasia” ovvero “Chiaro di luna” (denominata così da altro compositore tedesco Ludwig Rellstab del periodo romantico), Beethoven ha omaggiato la sua alunna prediletta, la diciannovenne Contessa Giulietta Guicciardi, di cui era innamorato. Questa sonata che viene definita come uno dei più celebri brani pianistici di ogni tempo è stata ben raccontata sulla tastiera da Iannone nel suo carattere dolce, spensierato ed originale. Il suo primo movimento, l’Adagio sostenuto, ovvero quello che discosta l’opera di Beethoven da quella classica, ci porta esattamente nella limpidezza e nella calma dello scenario notturno illuminato dalla luna.

Il pianista Pasquale Iannone ospite dell'Accademia Filarmonina

Il pianista Pasquale Iannone ospite dell’Accademia Filarmonica di Messina

La parte de “Il faceto” è sostanzialmente descritta da una selezione su Johann Strauss figlio, il cui appellativo “re del Valzer” lo consacrò anche come il più ampio “divulgatore” di questo tipo di ballo.
Iannone si esibisce con estrema eleganza e brio in tre polke op. 9 (1-2-3) di J. Strauss/O. Schulhof e trascrizioni eccellenti e virtuosistiche di valzer viennese a cura di grandi esperti del pianoforte, come Moritz Rosenthal. Di quest’ultimo, interpreta con una vena personalistica e notevole vigore “Carnaval de Vienne” sempre su temi di Strauss e “Fantasy on Strauss” ovvero tre valzer strepitosi.
La performance globale e soprattutto la parte finale hanno tributato al pianista una standing ovation che ha rivelato come un valzer viennese continui ad essere espressione di musica leggera ancora ad oggi, non solo in tutto l’Ottocento. A questo punto, sulle note della danza austriaca, i bis viaggiano alla perfezione: Iannone ha lasciato Messina con un delicatissimo Valzer di Schubert su trascrizione di Richard Strauss e, poi, il Secondo Momento Musicale di Rachmaninov.
Il prossimo appuntamento artistico con la Stagione Accademia Filarmonica- Bellini sarà davvero un vero e proprio spettacolo di intrattenimento e buona musica: sabato 7 febbraio ore 21, al PalAntonello, il jazzista showman Santi Scarcella in Duo: “Io e il pianoforte” – Viaggio musicale dall’America all’Italia.

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