È stata inaugurata, nell’Aula magna dell’Ateneo, con il seminario “Dieci anni di impegno: sport, inclusione e contrasto alle discriminazioni”, la decima edizione della manifestazione “Un Calcio al Razzismo – Uniti con lo Sport”, organizzato dall’Università degli Studi di Messina, dal Comitato Unico di Garanzia di Ateneo e dalla Ssd Unime. La manifestazione si concluderà con il tradizionale torneo di calcio a 7 tra il 19 e il 20 maggio presso la Cittadella universitaria sportiva.

“Ricordo bene la prima edizione di questo evento, nato nel 2015 da un’intuizione del compianto Nino Micali e che mi vedeva in quegli anni vicepresidente del CUG – sottolinea la rettrice Giovanna Spatari–. Questa manifestazione, che da allora è cresciuta molto, non è soltanto un evento sportivo, ma uno degli appuntamenti più significativi dell’Università perché rappresenta anche un’importante occasione di riflessione sugli stereotipi e sui pregiudizi che ancora permeano la nostra società. Lo sport diventa così un potente strumento di sensibilizzazione, socializzazione e cambiamento “.
All’incontro inaugurale hanno preso parte anche la presidente del CUG Vittoria Calabrò, il docente di Economia e ideatore dell’evento Carlo Giannetto e il presidente della Ssd Unime Francesco De Francesco. Per celebrare la decima edizione ospiti d’onore il presidente del Coni Luciano Buonfiglio, il presidente nazionale dell’US Acli Damiano Lembo, il presidente del Coni regionale Enzo Falzone, il presidente nazionale della Squadra del Mediterraneo Vincenzo Lipari, il presidente dell’Acr Messina Justin Davis e i presidenti regionali delle principali federazioni sportive.

L’iniziativa consolida l’impegno dell’Ateneo nella promozione dell’inclusione, nella lotta contro il razzismo e nella diffusione dei valori universali dello sport. Il torneo vedrà sfidarsi squadre multietniche composte da giovani migranti, studenti universitari e rappresentanti di organizzazioni no-profit, unendo persone di diverse culture in un messaggio di solidarietà. Ogni squadra sarà composta da un minimo di sette e un massimo di dieci giocatori; cinque delle squadre partecipanti sono riservate ai giovani migranti provenienti dalle strutture di accoglienza della città, al fine di garantire una partecipazione ampia.





