Gugliotta: “Sofferto l’addio a Di Napoli. Ad aprile l’udienza con Lo Monaco”

A prendere per primo la parola il vice-presidente Pietro GugliottaStracuzzi ha replicato alle dichiarazioni dell'amministratore delegato Pietro Gugliotta

La sentenza emessa dalla Corte Federale d’Appello chiude di fatto la terza esperienza in giallorosso di Arturo Di Napoli. Dopo la lunga parentesi da calciatore, con le 158 presenze in campionato, condite da 63 reti, tra il 2003 ed il 2007 e poi in D nel 2009/10, è durata poco più di sette mesi l’avventura nelle vesti di allenatore. Motivi di immagine e di opportunità hanno reso impossibile la sua permanenza in riva allo Stretto.

Di Napoli

Arturo Di Napoli, ex allenatore del Messina

A fare il punto dopo il colloquio con il tecnico è il vice-presidente Pietro Gugliotta: “Abbiamo incontrato il mister dopo la pronuncia dei magistrati, che ci addolora al di là del minimo sconto della pena che è gli stato concesso. È stato lo stesso Arturo a compiere un passo indietro. Non potendo più avvicinarsi alla squadra, per via di questa sentenza che reputa ingiusta, ha preferito chiarire la sua posizione e rassegnare le dimissioni”.

Una separazione formale che è comunque sofferta per un club traghettato da una proprietà all’altra proprio grazie all’impegno di Arturo Di Napoli: “Oggi siamo in Lega Pro e non tra i dilettanti grazie a lui, che ha unito quattro soci disposti a sobbarcarsi tanti debiti per dare un futuro a questa società. Lui avrà tante altre spese legate al successivo grado di giudizio e quindi faremo di tutto per supportarlo e non lasciarlo scontento. Gli garantiremo un sostegno economico, valutando un incentivo all’esodo o una buonuscita”.

Pietro Lo Monaco

L’ex patron dell’ACR Messina Pietro Lo Monaco sugli spalti del San Filippo

Ed a proposito di pendenze pregresse, avrà uno strascico giudiziario l’infinita querelle con l’ex patron Pietro Lo Monaco, che nelle scorse settimane ha avanzato una richiesta di risarcimento danni da 500.000 €. La prima udienza, presso il Tribunale di Messina, è stata fissata per aprile. “La scrittura privata notarile sottoscritta da venditore ed acquirenti prevedeva che una parte dei crediti vantati dal club sarebbero stati girati a Lo Monaco una volta incassati. Come da accordi, la società ha azionato tutti gli strumenti legali necessari per recuperare queste somme, ad oggi senza successo”.

Stracuzzi, Gugliotta e Micali

Il presidente Stracuzzi, il vice Gugliotta e l’altro socio Micali

A Lo Monaco non è stata quindi riconosciuta alcuna somma aggiuntiva rispetto ai 173.000 € in assegni già versati lo scorso 8 agosto. Sullo sfondo vi è peraltro un’esposizione debitoria che si è rivelata ben più consistente rispetto a quanto preventivato inizialmente: “I 723.000 € di debiti quantificati in estate nell’atto notarile sono stati in gran parte ripianati dalla nuova proprietà. Stiamo redigendo una perizia relativa al bilancio che abbiamo ereditato ed al reale passivo, che è più consistente. Sinceramente la richiesta di Lo Monaco ci sembra pretestuosa e quindi non ci preoccupa particolarmente”.

A fronte di tanti grattacapi, Gugliotta ha ottenuto anche un incarico di prestigio nei giorni scorsi, con il conferimento della carica di revisore dei conti della Calcio Servizi Lega Pro: “Sono onorato, ma va detto che al di là dei requisiti richiesti sono stato scelto dal presidente Gravina e dal consigliere Maglione anche per una sorta di riconoscimento alla città di Messina, che ha grandi trascorsi nel calcio ed una rilevante densità abitativa”.

Lega Pro

La sede della Lega Pro a Firenze

Agli impegni in città si uniranno quindi quelli nel Nord e nel Centro Italia: “Il collegio dei revisori controlla l’operato gestionale della Lega. Ci dovremo riunire a Firenze anche se c’è un ufficio anche a Roma. Dovremo chiaramente analizzare soltanto l’attività istituzionale della società controllata dalla Lega, che eroga i suoi servizi a favore delle società: è il caso dei tesseramenti. Non analizzeremo certo i conti dei club: per quello c’è un organo indipendente ed altrimenti vi sarebbe un evidente conflitto di interessi”.

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