Godeas: “Messina-Reggina del 2002 la partita perfetta. Gare così ti lasciano un ricordo speciale”

Denis Godeas

Decidendo un derby si passa alla storia. Denis Godeas, a Messina il “bomber silenzioso”, era solito far parlare i gol. Belli e tremendamente importanti. Era il 14 aprile 2002 quando l’ariete di Cormons fece esplodere il “Celeste”, regalando ai giallorossi un successo indimenticabile. Avversaria la Reggina, la rivale di sempre, stesa da una prodezza dell’attaccante che, tredici anni dopo, descrive così quei momenti: “Quel giorno sfruttai uno splendido assist di Iannuzzi, spedendo la palla nell’angolino. Un’azione riuscita nel migliore dei modi. Le sfide più sentite, anche a distanza di anni, ti lasciano sempre qualcosa di speciale. E dire che prima di quel match l’allenatore Arrigoni mi aveva pungolato a dovere, ricordandomi che non segnavo da un po’ di turni. Ed andò davvero bene, perché giocammo la partita perfetta. La Reggina in quella stagione era più forte di noi, ma in un derby può sempre accadere di tutto”.

Godeas ai tempi del Messina

Godeas ai tempi del Messina

Un girone prima, a Reggio Calabria, era stato invece un provvedimento esagerato dell’arbitro a fermarlo. “In carriera ho rimediato due espulsioni, una proprio al “Granillo”. Sono noto per non essere un giocatore cattivo e in quella circostanza l’arbitro mi punì con il cartellino rosso senza che avessi fatto nulla di particolare, vedendo un colpo ad un avversario. I miei compagni soffrirono in inferiorità numerica per più di un tempo, ma finì comunque 0-0 e fu un risultato importante”.

Oggi Godeas non ha perso il vizio e sta trascinando a suon di reti (16 in 17 partite !) l’Unione Fincantieri Monfalcone, capolista in classifica in Eccellenza friulana, con due lunghezze di vantaggio sulla seconda, dopo il poker inflitto alla Manzanese. “Mi diverto ancora, sto bene e sono vicino a casa. Gioco in una squadra competitiva ed attualmente siamo primi in classifica. Sebbene sia sempre difficile vincere ci sono tutti i presupposti per riuscire nell’intento. In estate ho fatto un scelta ben precisa, anche perché a Trieste c’erano varie vicissitudini societarie che mi impedivano di continuare lì. A Monfalcone ho inoltre ritrovato Giuliano Zoratti, l’allenatore che mi fece esordire in Serie C1 giovanissimo, quando avevo appena 16 anni (Triestina 1991-92, ndr). E’ passata una vita… Adesso non so ancora se questo sarà il mio ultimo anno da giocatore, ma ci siamo vicini”.

Un'esultanza dell'attaccante al Mantova

Un’esultanza dell’attaccante al Mantova

Quasi coetaneo di Corona (del 1974 Re Giorgio, classe 1975 Godeas) è legato al capitano del Messina da una sincera amicizia, nata nel 2007 a Mantova quando componevano il tandem offensivo più forte della Serie B. “Con Giorgio ci sentiamo spesso. E’ un ragazzo d’oro, cui auguro ogni bene. Conserva ancora la voglia di giocare a certi livelli e se lo merita davvero, trattandosi di una persona eccezionale. A 40 anni suonati è possibile ammirarlo sui campi ancora oggi. Magari non la “gamba” di un tempo, ma possiede tuttora grandissime qualità. Proprio in coppia con lui siglai il mio record di gol (28) tra i cadetti a Mantova. A livello personale andò molto bene, mentre come squadra non riuscimmo mai a spiccare il grande salto. In quel gruppo c’erano elementi del calibro di Balestri, Locatelli, Fiore. Purtroppo, a causa dei noti problemi societari, da lì a qualche anno il Mantova sparì”.

Giorgio Corona in azione (foto Furrer)

Giorgio Corona in azione (foto Furrer)

L’avventura di Godeas a Messina durò due stagioni, dal 2000 al 2002, con 69 presenze e 26 gol all’attivo in gare di campionato e playoff tra C1 e B. “Fu un periodo molto bello. Tutti sanno che non mi piace stare troppo tempo lontano da casa mia, ma a Messina ebbi modo di apprezzare tante cose. Nella città dello Stretto ho fatto calcio per la prima volta in maniera importante. Il pubblico che c’era all’epoca e non mi riferisco soltanto al “Celeste”, ma in generale a livello nazionale, era di un calore incredibile, impossibile da rivedere oggi in Italia anche nelle gare più sentite. Con la maglia giallorossa ho realizzato tanti gol, anche in stadi importanti. Le due reti contro il Palermo ? Dipende anche dal caso e sono stato fortunato a trovarmi nel posto giusto al momento giusto, segnando ai rosanero, sia all’andata che al ritorno, nell’anno della promozione in B”

Un nuovo derby, tra Messina e Reggina, è ora alle porte. A Corona il compito di raccogliere il “testimone” da Godeas, nel ricordo di quella sfida del 2002. “Spero ovviamente che vinca il Messina e che possa essere magari Giorgio a far gol. La Reggina non è messa benissimo in classifica ed i giallorossi sulla carta dovrebbero essere favoriti. Domenica mi auguro dunque di ricevere belle notizie”.

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