Il centrocampista del Messina Vincenzo Garofalo è stato protagonista assoluto a Foggia, firmando i due assist decisivi per Pierluca Luciani: “Siamo entrati già dal primo minuto molto determinati perché conoscevamo il peso specifico e l’importanza della gara. La Casertana ha vinto e quindi eravamo obbligati a farlo anche noi per rimanere in scia e tenerci in vita. Adesso ci giochiamo tutto nell’ultima partita con la Juventus Next Gen per mantenere le distanze e disputare così i play-out”.

Il Foggia è apparso bloccato soprattutto in avvio ma anche per larghi tratti della ripresa dopo il mancato pagamento di stipendi e contributi: “Quando non c’è una società e non vengono pagati gli stipendi non è facile. Noi quando non vennero pagati i contributi abbiamo avuto un contraccolpo. Arrivavamo da quattro risultati positivi e poi abbiamo avuto diverse sconfitte, adesso ci siamo abituati”.
Le avversità hanno anzi uniti lo spogliatoio e la sua gente, che aveva invece disertato lo stadio per mesi: “Viviamo da mesi una situazione particolare. Ci siamo compattati come gruppo con lo staff, il direttore e la città. Siamo uniti e cerchiamo di andare avanti nonostante tutte le difficoltà”.

Per Garofalo era la gara dell’ex dopo le sette reti realizzate nella stagione 2021/22: “In rossonero ho vissuto il migliore anno della carriera, lo ricordo benissimo e mi è rimasto nel cuore. Fu una scelta sbagliata andare in B a Brescia, perché non mi è stata data la possibilità di mettermi in mostra. Non demordo, sono carico e spero di tornare tra i cadetti”.
Il match è stato anche caratterizzato da un paio di sospensioni per il lancio di fumogeni e rotoli di carta igienica: “Foggia si descrive da sola ma è un’arma a doppio taglio. Quando le cose vanno bene sa esaltarti e portarti alle stelle, quando vanno male come adesso non è facile giocare in uno stadio così con tutta la pressione della gente”.





