Gaetano Catalano, esempio di passione e signorilità

Gaetano Catalano portato in trionfo
Gaetano Catalano portato in trionfo lo scorso 21 aprile dopo la gara con il Cosenza

Gaetano Catalano portato in trionfo lo scorso 21 aprile dopo la gara con il Cosenza

Diciassette mesi vissuti intensamente. Si è chiusa con la pesante sconfitta rimediata contro la Vigor Lamezia l’avventura di Gaetano Catalano sulla panchina del Messina. Approdato in giallorosso nell’estate 2012, dopo il cambio ai vertici societari con il gruppo Lo Monaco, il tecnico di Massa San Giovanni ha pagato per tutti, come spesso accade nel calcio, per un avvio ben al di sotto delle aspettative. Complessivamente, in 53 partite, ventotto vittorie, diciassette pareggi e otto sconfitte nel ruolino dell’allenatore al quale la dirigenza aveva rinnovato la fiducia a più riprese in questo travagliato inizio di stagione, salvo poi optare per il cambio di rotta.

Già nello scorso torneo, dopo il passo falso di Ribera e la sconfitta nel derby di Coppa con il Città di Messina, era finito nel mirino delle critiche per una partenza a rilento. Mai una parola fuori posto, ingoiò il boccone amaro e con il passare delle settimane seppe forgiare un gruppo totalmente nuovo a sua immagine e somiglianza, sebbene i vari Bucolo, Quintoni, Cucinotta, Chiaria, Guerriera e Parachì erano stati alle sue dipendenze anche a Milazzo, quando in coppia con Trimarchi portò i rossoblù ad una tranquilla permanenza in Seconda Divisione dopo essere subentrato a torneo in corso. La quadratura del cerchio venne trovata a Palazzolo, grazie al 4-4-2 che consentì al Messina di accelerare il passo. L’abbraccio dei giocatori al mister dopo il primo gol di Corona fu una delle immagini simbolo della cavalcata verso la promozione tra i professionisti, un momento atteso cinque anni in riva allo Stretto. Solidità difensiva, compattezza e grande carattere per la continuità di risultati decisiva al fine di battere l’agguerrita concorrenza del Cosenza, messo definitivamente fuori gioco grazie al pareggio del 21 aprile al San Filippo che diede il la ai festeggiamenti. Dopo il trionfo da profeta in patria non ebbe neanche il tempo di gustarsi il traguardo raggiunto, complice in estate il corso di Coverciano per l’ottenimento del patentino di Seconda Categoria. DSC_1845

Le due sole vittorie conseguite in quattordici giornate, contro Arzanese e Gavorrano, ed un terz’ultimo posto non pronosticabile alla vigilia del torneo hanno prodotto il ribaltone in quello che Catalano sognava poter essere il campionato dell’ulteriore salto. Di fatto esonerato, la società ha annunciato nel pomeriggio di lunedì l’avvenuta rescissione consensuale. Sa di aver fatto il massimo nel lavoro quotidiano e non lo hanno certamente aiutato i nuovi acquisti, praticamente tutti in ombra ad eccezione del difensore Silvestri. Catalano rimarrà comunque nella storia del club tra gli allenatori vincenti, lasciando un grande patrimonio in termini di passione e signorilità, merce rara oggi nel mondo del calcio.

A Gaetano Catalano la redazione di Messinasportiva augura le migliori fortune professionali, ringraziandolo per la disponibilità manifestata in questi mesi.

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