Foggia, campionato da grande. D’Angelo non si fida: “Il Messina si è rinforzato”

ll Foggia esulta al San Filippo (foto Luca Maricchiolo)
ll Foggia esulta al San Filippo (foto Luca Maricchiolo)

ll Foggia esulta al San Filippo (foto Luca Maricchiolo)

Tre punti nelle prime cinque giornate, trentasette nelle successive diciotto. Dati che fotografano in maniera eloquente la stagione del Foggia, partito col freno a mano tirato, complice il necessario periodo di assestamento post-ripescaggio, ma poi capace di inanellare risultati in serie ed esprimere un gioco brillante. I “satanelli” guidati da Pasquale Padalino, che proprio con la maglia rossonera ha vissuto una fetta importante della sua carriera da difensore (62 presenze e un gol dal 1988 al 1992 e successivo ritorno, con 28 “gettoni”, nella stagione 1994-95), hanno vissuto a Messina il momento chiave del loro campionato.

Un girone fa il secco 0-3 al S. Filippo targato Giglio, Licata e Zizzari (adesso al Gavorrano, ndr) consentì al Foggia di compiere il definitivo salto di qualità. I pugliesi erano reduci dal successo casalingo contro il Martina, primo “brindisi” del torneo, e in riva allo Stretto diedero un’autentica dimostrazione di forza. A testimonianza dello stato di forma nelle ultime venti gare è maturata appena una sconfitta, il 15 dicembre ad Aversa per 3-1, mentre lo “Zaccheria” è stato violato fin qui soltanto dalla Vigor Lamezia, per 0-2, alla terza giornata. Il tutto a fronte di sette vittorie e quattro pareggi ed un attacco che, con 20 reti all’attivo, tra le mura amiche è inferiore soltanto a quello del Teramo. I 40 punti, gli stessi del Cosenza, appaiato ai rossoneri al terzo posto, consentono alla squadra di Padalino di poter vantare un rassicurante +9 sull’ottavo posto. GMX_0164

Neanche i quattro pareggi su sei partite disputate nel girone di ritorno hanno scalfito il cammino di un Foggia che si accinge, però, ad affrontare il Messina senza Giglio, autore di 8 reti, stesso bottino di Cavallaro, viceversa tornato a disposizione del tecnico dopo l’attacco febbrile che lo aveva messo fuori gioco per Martina Franca. Nel 3-5-2 proposto da Padalino c’è però spazio per la fantasia garantita da Venitucci, scuola Juve, mentre in mezzo al campo giostra l’ex giallorosso Quinto.

Appiedato dal Giudice sportivo anche il difensore Pambianchi, costretto a saltare il Messina al pari di Giglio, ma il reparto arretrato ritroverà D’Angelo che ha scontato il turno di stop. “È stato brutto non poter dare il mio contributo alla squadra. Il pareggio ci sta stretto perché avevamo la gara nelle nostre mani” ha detto quest’ultimo al sito ufficiale del club. “Ora stiamo preparando la partita di venerdì nel miglior modo possibile, analizzando gli errori e cercando di migliorarci. Sicuramente, dovremmo essere concentrati per novanta minuti e avere la determinazione di portare a casa l’intera posta in palio. Il Messina non è la squadra che abbiamo incontrato nella gara di andata, si è rinforzato. Per quanto riguarda la classifica non facciamo calcoli”.

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