Ecco l’ipotesi di riforma: 60 club professionistici, torna la C2 semi-pro

Gabriele GravinaIl presidente della Figc Gabriele Gravina

I cento club (20 in A, 20 in B e 60 in Lega Pro, suddivisi in tre gironi) rappresentano un numero insostenibile per il mondo del calcio italiano. L’emergenza Covid-19 ha decretato che la riforma dei campionati, sul tavolo da tanti anni, non è più prorogabile. Anche il presidente della Figc Gabriele Gravina ne è fermamente convinto, al di là della sua volontà di arrivare a tutti i costi ad una conclusione sul campo degli attuali tornei (dalla A alla Lega Pro), durante l’estate e con un protocollo sanitario oneroso, che ha in particolare portato allo scontro con i vertici della terza serie, irritando il presidente Ghirelli.

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Il logo della Lega Pro, la terza serie italiana

«Faremo riflessioni sia sulla data di inizio del nuovo torneo sia sul format futuro», frase pronunciata da Gravina dopo l’ultimo Consiglio Federale, è stato un messaggio chiaro. Se una Serie A a 18 squadre appare una rivoluzione difficile da compiere per mille motivi, si fa invece largo un’altra strada. Il numero uno di via Allegri può contare sulla protezione garantita dal Decreto Rilancio per affrontare gli effetti devastanti del virus sull’economia dell’Italia e in particolare sulle aziende degli azionisti che reggono le sorti del calcio professionistico.

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Il pallone ufficiale della Lega Pro

Il Giornale oggi in edicola illustra i contenuti. L’idea è quella di ripristinare l’area semi-professionisti, come una volta con l’ex C2, dove far transitare 20 o 40 delle squadre di Lega Pro. “Per ottenere tale risultato è indispensabile passare da una legge che rimetta in vigore lo status di semi-professionista. Alle loro spalle resterebbero i Dilettanti dove negli attuali nove gironi si stanno già registrando, per effetto del virus, numerose cancellazioni”, si legge nell’articolo.

Lo scenario più attendibile è quindi il seguente: 60 società professionistiche divise in parti uguali tra serie A (20), serie B (20) e serie C (girone unico da 20), più eventuali due gironi d’elitè, una sorta di ex C2 riveduta e corretta. «È una formula magica, che replica quella dell’Europa», il parere entusiasta di Adriano Galliani, ad del Monza che si appresta a salire in serie B.

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