D’Eboli: “Vinto questo campionato contro tutto e tutti. La C è il mio mondo”

D'Eboli e ManfrellottiCocchino D'Eboli si coccola Manfrellotti (foto Nino La Macchia)

Sulla promozione in C dell’Acr Messina c’è anche il forte marchio del direttore dell’area tecnica Cocchino D’Eboli. Il dirigente campano, dopo il successo del “Fresina”, ha potuto liberare la sua gioia: “Quest’anno è stata veramente dura per la pandemia che ha interrotto i nostri programmi, fortuna vuole che ci siamo arrivati lo stesso con tanta sofferenza. Siamo tutti felici per aver conquistato qualcosa che ci eravamo prefissati sin dall’inizio. Onore e merito a questi grandi ragazzi e allo staff che hanno dato la vita per Messina”.

Cammarata

Il segretario Cammarata con la lavagnetta per la C (foto Paolo Furrer)

Un torneo interminabile che si è concluso solo all’ultima giornata: “Era scritto, il mister ha sempre detto che il campionato si sarebbe deciso all’ultima giornata e si è rivelato un buon profeta. Ancora più bello vincerlo così, contro tutto e tutti. Le immagini parlano chiaro delle mie sofferenze interne che cercavo di non trasferire all’esterno, ma ho preferito il silenzio e il lavoro giornaliero coi ragazzi”.

Il legame con la città di Messina è di vecchia data: “Doveva nascere già dal 2010, quando ero stato qui con Di Mascio e Di Napoli, ma rifiutai di proseguire perché non si materializzò il ripescaggio in Seconda Divisione. E dire che avevo portato Capuano come allenatore. Quella squadra, trasferita nella mia città, Eboli, vinse il campionato di D. Io rimasi a Pagani, ma mi ripromisi che prima o poi sarei dovuto ritornare a Messina, una città che mi affascina per il passato calcistico importantissimo. Adesso vorrei fare almeno il 50% di quello che hanno fatto gli altri”.

Acr Messina

L’undici titolare dell’Acr Messina (foto Paolo Furrer)

Per D’Eboli è  stato questo il momento decisivo della stagione: “Penso alle sofferenze tra novembre e dicembre, c’era un po’ di improvvisazione e lo scoramento di qualche giocatore che voleva andare via, ma ci siamo uniti più forti di prima e tutti mi hanno dato il segnale di voler arrivare fino in fondo e vincere questo campionato”.

Tra i professionisti ritrova il suo habitat naturale: “In Serie C sarà per me una ripartenza, è un mondo che mi appartiene. Ho accettato Messina perché era in D, ma ora ritorno dove sono stato parecchi anni vincendo tanto e vorrei dare a questa città qualche successo in più anche in Serie C”.

Non mancano la commozione e i ringraziamenti: “Le dediche vanno alla mia famiglia, a mia moglie, ai miei figli e al mio nipotino. Devo dire grazie alla proprietà che mi ha voluto, alla famiglia Sciotto e a Del Regno e poi ai tifosi che mi sono stati sempre vicini e mi hanno osannato forse di più di quanto meritassi”.

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