Il Messina frana al San Filippo: poker della Vigor Lamezia

L'esultanza dei calciatori della Vigor Lamezia (foto Paolo Furrer)
L'esultanza dei calciatori della Vigor Lamezia (foto Paolo Furrer)

L’esultanza dei calciatori della Vigor Lamezia (foto Paolo Furrer)

Pesante battuta d’arresto per i giallorossi, superati con un netto 4-1 dai calabresi. Pesa il pessimo avvio, coinciso con la marcatura di Rapisarda e la doppietta dello scatenato Zampaglione. Nella ripresa rete della bandiera di Ferreira e zampata finale di Scarsella dopo il rosso a Cucinotta.

Il pre-partita. Soltanto una novità nell’undici di partenza del Messina, che rispetto a Caserta rinuncia a Silvestri, out per infortunio, e ripropone Corona dall’avvio, a cinque settimane di distanza dalla sua ultima partenza da titolare (l’ultima apparizione nell’undici di partenza contro il Poggibonsi, in una gara in cui andò peraltro a segno). L’ultima vittoria al San Filippo, con l’Arzanese, porta peraltro la firma di “Re Giorgio”, che rappresenta quindi anche un talismano porta-fortuna. Si accomoda in panchina Ignoffo, che al pari di Corona ha scontato un turno di squalifica. Retroguardia composta quindi da Cucinotta, Caldore (che modifica il suo raggio d’azione rispetto a quanto avvenuto al “Pinto”, dove giostrò sulla corsia esterna) e De Bode, recuperato a tempo di record dopo che giovedì era rimasto precauzionalmente a bordo campo. Indisponibili Bolzan e Simonetti (squalificato), si accomodano in tribuna Lasagna, Siciliano e Guilana. Lametini con ben quattro indisponibili per infortunio: Padulano, Mangiapane, Rossini e Carbonaro. Sugli spalti anche Flavio Lazzari, ex FC Messina, sceso in campo ieri con il suo Novara contro il Palermo. Messina in campo con divisa interamente rossa ed inserti gialli, tradizionale maglia a righe verticali bianche e verdi per il Lamezia, che indossa calzoncini e calzettoni verdi. Presenze in calo, anche per via del maltempo e del forte vento che inizia a spirare proprio in prossimità del calcio d’inizio. Catalano non rinuncia al consueto 3-5-2, i calabresi di Novelli (che ha rimpiazzato Costatino dopo il pari interno con l’Arzanese) scelgono il 4-3-1-2. I peloritani puntano a bissare il 2-1 con cui violarono il “D’Ippolito” in Coppa Italia.

Quintoni cerca di placare l'ira dei tifosi (foto Paolo Furrer)

Quintoni cerca di placare l’ira dei tifosi del Messina (foto Paolo Furrer)

La cronaca. In avvio si fa notare subito De Bode, per due decisi interventi nelle due metà campo. Al 6’ Lagomarsini blocca agevolmente una conclusione da fuori area di Del Sante, che ci riprova invano al 9’. Al 12’ si vedono anche i locali: Quintoni calcia leggermente alto dal limite dell’area. Al 15’ il Lamezia passa in vantaggio, con la conclusione dalla lunghissima distanza di Rapisarda: nell’occasione Lagomarsini sembra sorpreso anche da un rimbalzo irregolare del pallone sul terreno di gioco bagnato: Messina letteralmente beffato. Al 19’ il terzino lametino mette a centro area un pallone insidioso sugli sviluppi di un calcio piazzato, ma nessun compagno o avversario riesce ad intercettarlo. Il raddoppio arriva comunque poco più di un minuto dopo, per via di un’incomprensione tra Caldore e Cucinotta: si impossessa del pallone D’Amico, che si invola verso la porta avversaria e serve poi il più comodo degli assist a Zampaglione, che firma l’immediato 0-2. Al 26’ l’attaccante biancoverde mette ancora in apprensione la retroguardia peloritana, che paga nell’occasione un disimpegno imperfetto di Cucinotta. Al 29’ sulla deviazione sottomisura di Chiaria il Lamezia si rifugia in extremis in angolo: Messina poco fortunato nell’occasione. Tra il 31’ ed il 32’ Rosti è costretto ad un doppio intervento sulle conclusioni rasoterra di Quintoni dalla corsia sinistra e Guerriera dalla destra. Al 35’ l’esterno sinistro ci riprova, ma il rimpallo premia ancora la difesa calabrese. Un minuto dopo tentativo dalla distanza di D’Amico, che però questa volta non impensierisce più di tanto Lagomarsini. La scena si ripete sessanta secondi dopo. Al 41’ matura il tris di Zampaglione, che supera con una spettacolare finta di corpo Caldore e batte il portiere in uscita. A questo punto perde la pazienza anche la Curva Sud, che invoca un maggiore impegno da parte della propria squadra, sotto di tre reti come era avvenuto contro il Foggia. La difesa messinese continua a concedere sterminate praterie agli scatenati attaccanti biancoverdi, che sfiorano perfino il poker: è Lagomarsini a bloccare in due tempi la conclusione a botta sicura del solito Zampaglione. Il Messina soffre comunque anche a centrocampo, dove appare in costante inferiorità numerica. Sul fronte opposto non basta certo l’azione di alleggerimento di Chiaria. Squadre al riposo sullo 0-3. Bordate di fischi della tifoseria organizzata, che non ha certo potuto apprezzare la prova offerta dai giallorossi.

Il direttore sportivo Fabrizio Ferrigno ed il patron Piero Lo Monaco in Tribuna (foto Paolo Furrer)

Il direttore sportivo Fabrizio Ferrigno ed il patron Piero Lo Monaco in Tribuna (foto Paolo Furrer)

Dopo pochi secondi Rosti è costretto a rifugiarsi in corner sull’insidiosa conclusione di Ferreira. Non si placa comunque l’ira dei tifosi. Al 5’ i peloritani sfiorano il gol della bandiera con Chiaria, la cui conclusione viene ribattuta, e Ferreira, che svirgola; sul contropiede Lagomarsini rischia su un rinvio corto: il tiro di D’Amico non inquadra per poco lo specchio. Catalano corre ai ripari, inserendo Maiorano al posto di Caldore. All’8’ il Messina sembra riaprire la gara, con il colpo di testa sotto misura di Costa Ferreira, ma subito dopo arrivano l’espulsione di Cucinotta (la quarta in due anni per lui) ed il 4-1 di Scarsella con un preciso stacco sulla punizione di D’Amico. Nell’occasione ancora una volta eccessivo lo spazio concesso dalla retroguardia peloritana. Al 14’ la Vigor sfiora perfino la quinta marcatura con lo stesso Scarsella: sul suo colpo di testa decisiva la respinta di piede di Lagomarsini. Il match ha ormai poco da dire e sul taccuino dei cronisti c’è poco da annotare. Bisogna attendere il 31’ per la volée del neo-entrato Voltasio, che manca di poco il bersaglio sull’invito di Malerba. A fotografare la giornata-no anche la clamorosa traversa centrata da Bucolo al 36’: sulla respinta si spegne a lato il tap-in di Chiaria. Due minuti dopo sfiora il gol anche il neo-entrato Gherardi. Sul fronte opposto viene invece annullata per fuorigioco la marcatura di Del Sante. Al 46’ Chiaria in rovesciata sfiora la marcatura, ma la gara non ha più nulla da dire. Matura un pesantissimo ko nel giorno che avrebbe dovuto definitivamente rilanciare un Messina reduce da sei risultati utili consecutivi. La classifica è preoccupante, urge un momento di riflessione per una squadra che è riuscita a battere dopo quattordici giornate soltanto Gavoranno ed Arzanese, le uniche due formazioni che la seguono in classifica. Nessuna dichiarazione a fine gara da parte di dirigenti e squadra: la società ha indetto infatti il silenzio stampa.

Costa Ferreira ha firmato la rete della bandiera dei giallorossi (foto Paolo Furrer)

Costa Ferreira ha firmato la rete della bandiera dei giallorossi (foto Paolo Furrer)

Il tabellino. ACR Messina – Vigor Lamezia 1-4
Marcatori: al 15′ pt Rapisarda (L), al 21′ pt ed al 41′ pt Zampaglione (L), all’8′ st Costa Ferreira (M), al 10′ st Scarsella (L).
ACR Messina: Lagomarsini, Caldore (dal 5′ st Maiorano), Quintoni, Bucolo, De Bode, Cucinotta, Guerriera, Costa Ferreira, Corona (dal 32′ st Gherardi), Guadalupi (dal 16′ st Ignoffo), Chiaria. A disposizione: Iuliano, Piovi, Scoponi, Buongiorno. Allenatore: Gaetano Catalano.
Vigor Lamezia: Rosti, Rapisarda, Malerba, Romano (dal 46′ st Perrino), Marchetti, Gattari, Zampaglione (dal 21′ st Voltasio), Scarsella, Del Sante, Rondinelli, D’Amico (dal 35′ st De Giorgi). A disposizione: Bibba, Gona, Strumbo, Ferrara. Allenatore: Raffaele Novelli.
Arbitro: Antonello Balice di Termoli.
Guardalinee: Orlando Pagnotta ed Antonello Orlando Ferraioli di Nocera Inferiore.
Note – Espulso al 9′ st Cucinotta per doppia ammonizione. Ammoniti: al 22′ pt De Bode (M), al 38′ pt Romano (L), al 45′ pt Cucinotta (M), al 6′ st Rapisarda (L), al 41′ st Guerriera (M). Corner: 11-1. Recupero: 1′ pt e 4′ st. Spettatori: un migliaio circa (paganti, quota abbonati ed incasso non comunicati).

In virtù dei nuovi regolamenti imposti dalla Lega Pro, abbiamo pubblicato un ampio resoconto testuale della sfida soltanto dopo il fischio finale.

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