Coppola si racconta/2: la Serie A, Franza, la Nazionale e l’addio al calcio

Carmine Coppola

Stagione 2003-04: dall’inizio da dimenticare sotto la gestione Patania alla cavalcata della banda di Mutti culminata con la storica promozione in A. Messina-Livorno 2-1 una delle partite chiave. Match-winner proprio Carmine Coppola che, nella seconda parte della nostra intervista per “Giallorosso a 360°”, ha ricordato quei momenti: “Sono stato sempre un giocatore di quantità che viaggiava a fari spenti. Quella volta entrai dalla panchina e dentro di me ero avvelenato con Mutti perché non mi faceva giocare. Mi alzai dalla panchina e dissi al mister che avrei buttato giù la porta. Andò proprio così e la mia rete valse il 2-1. Il giro di campo per esultare? C’è chi fa sempre gol, come nel caso di Batistuta, e chi invece, come me, riusciva a segnarne uno l’anno e deve festeggiare in quel modo”.

Coppola e Ibrahimovic

Coppola e Ibrahimovic

Tre punti che consentirono ai giallorossi di stabilizzarsi nei quartieri alti della classifica. “Abbiamo realmente capito di poter vincere il campionato a Salerno (0-3 per il Messina, ndr). Eravamo un grande gruppo, con la mentalità vincente. E poi c’era un senso d’appartenenza incredibile da parte della gente, cosa che non ho rivisto negli ultimi anni nemmeno quando il Messina ha conquistato la promozione dalla D alla Lega Pro”.

Marcello Lippi ex ct dell'Italia

Marcello Lippi ex ct dell’Italia

Lo straordinario campionato di A, chiuso al settimo posto, spalancò a Coppola anche le porte della Nazionale, in occasione della tournèe americana del 2005. Avversarie in azzurro Serbia e Ecuador. “Quelle partite furono belle, con il ct Lippi avevo davvero un grande rapporto. Quando venni riconvocato qualche mese dopo, per una gara in programma a Palermo, purtroppo avevo la pubalgia cronica e dovetti rinunciare. L’aver vestito la maglia azzurra rimane comunque la ciliegina sulla torta e testimonia che con la voglia e la dedizione si possono raggiungere degli obiettivi che a tanti potevano sembrare impossibili”.

L'ex presidente Pietro Franza

L’ex presidente Pietro Franza

Il ritorno a Messina, dopo la parentesi a Livorno, avvenne nel campionato di B 2007-08, quello precedente al fallimento del club. “Nel 2008 venne staccata la spina, ma la famiglia Franza ha avuto un unico difetto, ovvero circondarsi di collaboratori sbagliati. Nel mondo del calcio, da imprenditori di altri settori, ci hanno rimesso un patrimonio. Quando una società fallisce non accade mai che tutti i giocatori riescano ad ottenere le somme spettanti come avvenne qui a Messina. La famiglia Franza di certo sarebbe potuta uscire  di scena diversamente, ma se non gli avessero fatto passare la voglia il Messina poteva ancora essere a determinati livelli”.

Coppola alla Salernitana

Coppola alla Salernitana

Frosinone, Salernitana, Arezzo, Taranto, Spal e poi, a chiudere il cerchio, nell’estate 2011, ancora il Messina, in D, sotto la gestione Manfredi. “Lello ha fatto tutto con il cuore, compiendo un vero miracolo. L’anno dopo è subentrata la nuova proprietà con altre idee. Il ginocchio, però, mi tormentava. Non ce la facevo più e ho preferito dedicarmi ad altro, però avrei voluto magari giocare altre due partite nel modo giusto. Il Messina è stato per me una passione, oltre che una fede che non va mai tradita”.

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