A caricare il Messina in vista del derby ci ha pensato l’ex centrocampista Carmine Coppola, un napoletano che è ormai messinese adottivo. “La sudorazione inizia già giorni prima. perché è una partita sentita, che ha un gusto e un sapore diverso. Per chi tifa per il Messina giocare contro la Reggina o il Catania è totalmente diverso. Speriamo ci facciano divertire, come già stanno facendo perché hanno fatto un miracolo e bisogna ringraziarli. Quel senso di attaccamento loro ce l’hanno, si è visto in questo periodo, con la penalizzazione e una situazione societaria particolare”.

La sfida con gli amaranto rievoca ricordi e stimoli: “Domenica sarà una partita importante, da affrontare nel migliore dei modi, e speriamo di esultare. Il derby è il derby, quando noi lo giocavamo era bello. Ricordo la vittoria che abbiamo fatto al “Granillo”. Al ritorno alle Caronte c’era il delirio”.
Martedì è in programma invece un’asta fallimentare, che potrebbe regalare la svolta societaria: “La città sta aspettando la scintilla per ritrovare quell’entusiasmo, come dimostra la passione di tutta quella gente in trasferta a Enna. Lo meritano la città e chi per il Messina fa chilometri perché anche per questi campi polverosi ci sono spese da affrontare. Per fare ripartire il calcio bisogna trovare una società seria e che abbia a cuore le sorti del Messina e il senso d’attaccamento, non a parole ma con i fatti. Sono convinto che la gente non sta aspettando altro, non vede l’ora che possa succedere quello che tutti speriamo”.

Coppola mette però in guardia la piazza, dopo troppe svolte annunciate e poi mai concretizzate, dal 2009 a oggi: “Il mio più grande desiderio è vedere il Messina giocare a certi livelli, perché non abbiamo niente da invidiare a nessuno. Le Istituzioni e la politica non devono però fare avvicinare personaggi che non hanno niente a che vedere con il pallone. Il Messina è un patrimonio della città, quindi lo dobbiamo difendere. Questo è il momento di una svolta storica per ripartire e sognare in due o tre anni di ritornare dove meritiamo di essere”.
Coppola è consapevole che la squadra ha vissuto mesi tormentati: “Li ho ringraziati perché io ero nelle migliori condizioni, loro non hanno nulla, perché quando vanno al campo devono pensare ad altri problemi. Domenica potevamo vincere una partita che era diventata di vitale importanza, però abbiamo recuperato già un bel po’ di punti. Ci dobbiamo salvare ed evitare di fare i play-out”.

Con lo staff tecnico c’è stato tempo anche per i ricordi di un tempo: “Con il mister Romano parlavamo della nostra epoca e di emozioni. Pippo per noi era un esempio, come Enrico Buonocore. Quando c’erano le partite che contavano erano i primi ad arrivare al campo e gli ultimi ad andarsene”.
Dalla Curva Sud arriverà il consueto aiuto: “Bisogna stare vicino a questa squadra. L’anno scorso sono andato a vedere le partite ma non avevo questo formicolio nello stomaco. I tifosi domenica saranno come al solito il sedicesimo uomo in campo, perché loro quando si mettono sono degli animali di passione e di voglia, che qualcuno ci aveva fatto passare”.





