Città, Cardullo: “Coroniamo una stagione trionfale. L’impianto è un’incognita”

Città di MessinaLa dirigenza del Città di Messina e il direttore generale Giovanni Cardullo

Scaramanzia a parte, con un +9 da gestire a tre giornate dal termine, in casa Città di Messina lo spumante è in frigo. Il direttore generale Giovanni Cardullo chiede ai suoi l’ultimo sforzo nel derby con il Camaro: “C’è grande attesa, perché entrambe le squadre sentono la partita. Con un punto abbiamo la matematica certezza della promozione: andare lì e non perdere sarebbe comunque importante, per chiudere in bellezza un bel campionato, con due giornate di anticipo. Vorremmo arrivare già sicuri della D all’altro big-match con il Sant’Agata”.

Città di Messina

Un undici titolare del Città di Messina

La D era un traguardo insperato, almeno fino a qualche mese fa: “Inizialmente l’obiettivo erano i playoff. Con il passare del tempo, ragazzi, mister e società, hanno però iniziato a credere che potesse essere alla portata. Già alla fine del girone di andata la situazione si era evoluta. A dicembre abbiamo operato poche operazioni, senza stravolgere nulla, per mantenere gli equilibri del gruppo, che ci ha dato grandi soddisfazioni”.

Ma due innesti decisivi erano già arrivati a inizio stagione: “La partita con il Caltagirone è stato il crocevia, dovevamo chiudere con un ampio vantaggio il primo tempo e invece alla fine abbiamo perso. Le distrazioni vengono punite subito in Eccellenza. Con Paterniti e Filistad avevamo dialogato già in estate. Erano dei colpi in canna e questi due tasselli hanno rappresentato un valore aggiunto per esperienza e maturità, in campo e fuori”.

Lo Giudice esulta dopo il gol a Paternò

Una scelta azzeccata anche i rinforzi operati nella sessione invernale: “Abbiamo inserito Princi, Fofana e soprattutto Lo Giudice, subito decisivo a Sant’Agata, dove in precedenza non aveva vinto nessuno. Lì abbiamo capito che ce la potevamo giocare davvero con tutti”.

Con la D in tasca, aumentano adesso le incognite legate all’impiantistica: “Di futuro è troppo presto per parlarne. Ci attende un periodo molto delicato, per l’assenza di un campo omologato per la serie D. A Messina abbiamo soltanto il “Franco Scoglio” e il “Celeste”, dove si potrebbe giocare solo a porte chiuse. C’è peraltro l’ACR: siamo reduci dal derby del 2012, che a molti di noi non è piaciuto. Vorremmo evitarlo”.

Celeste

Il “Celeste”, qui dopo i lavori del 2010, è omologato per la D, ma senza agibilità per il pubblico (foto Giovanni Isolino)

Il quinquennio di sindacatura volge al termine e questo alimenta i possibili ritardi: “Il cambio di Amministrazione non aiuta. Nell’attuale struttura di Mili ci si potrà allenare e forse arriverà l’omologazione per un altro anno, ma di certo non per la D. Manca un settore ospiti e d’altronde anche una tribuna avrebbe già fatto comodo in Eccellenza”.

Una soluzione potrebbe essere legata al dialogo con i “cugini” del Camaro: “Con la loro dirigenza abbiamo già parlato del “Marullo”, che stanno rimettendo a nuovo, con un fondo in sintetico. La struttura dovrebbe essere disponibile a fine agosto, per l’avvio della nuova stagione. È chiaro che saremmo pur sempre ospiti e vi sarebbero dei costi aggiuntivi, ma la loro disponibilità potrebbe rappresentare una svolta”.

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