Caturano al Bari. Quanti rimpianti per il Messina, disperso un patrimonio

Salvatore Caturano

Lagomarsini, D’Aiello, Pepe, Silvestri, Guerriera, Maiorano (38′ st Simonetti), Bucolo, Ferreira, Squillace, Bernardo (31′ st Caturano), Corona (13′ st De Vena). E’ il Messina che il 13 aprile 2014 batté 1-0 il Sorrento al “San Filippo”, conquistando la matematica certezza del salto in Lega Pro unica. Una scalata che ebbe inizio in virtù dell’ottimo mercato invernale e sarebbe culminata nelle settimane seguenti con il primo posto finale e la ciliegina della Supercoppa giocata contro il Bassano. Tuttavia iniziò da lì, tra fine prestiti e mancate riconferme, l’opera di indebolimento della squadra che, in quel torneo di Seconda Divisione, aveva realizzato un girone di ritorno da record. Un anno dopo, rileggendo quell’undici, appena tre – Pepe, Silvestri e Corona – gli elementi in campo nella doppia sfida dei playout contro la Reggina, costata la retrocessione in Serie D.

Aversa-Messina

De Vena prova a liberarsi

Il portiere Lagomarsini, perso il posto da titolare in Lega Pro, ha fatto le valigie nell’ultimo mercato invernale, destinazione Aversa, ma il Messina ha avuto ampie garanzie per le prestazioni tra i pali di Iuliano prima e Berardi poi. Alla fine sia giallorossi che granata hanno chiuso la stagione nel modo più amaro possibile. Alla formazione allenata da Marra non sono bastati nemmeno i 10 gol di Alessandro De Vena (uno senza esultare al “San Filippo”) che fungeva da bomber di scorta nel Messina edizione 2013-14, quando timbrò la virtuale promozione con la rete di Lamezia. Lo stesso non può dirsi per Rocco D’Aiello, tra i pilastri di uno strepitoso Matera, in grado di arrivare sino alla semifinale playoff, cedendo solo ai rigori contro il Como. Ben 35 le presenze stagionali del centrale ex Trapani, condite da un gol, alla Juve Stabia. Senza il suo apporto anche Enrico Pepe è naufragato ed il reparto arretrato è finito spesso e volentieri sul banco degli imputati. Prezioso (23 “gettoni”), inoltre, il contributo di Marco Guerriera al Melfi, elemento di fascia che con la sua duttilità avrebbe fatto molto comodo, specie sotto la gestione Di Costanzo.

L'ex Rocco D'Aiello (foto Paolo Furrer)

L’ex Rocco D’Aiello (foto Paolo Furrer)

Numeri da urlo, sempre tra i gialloverdi, autentica rivelazione del campionato, quelli di Salvatore Caturano, a segno 18 volte in 36 partite. Bottino valsogli il titolo di capocannoniere insieme al sannita Eusepi. A Messina, nella gara che portò all’esonero di Grassadonia, è arrivato anche lo scorso 11 marzo il classico gol del’ex, tale da far aumentare in maniera esponenziale i rimpianti, vista la scarsa prolificità degli attaccanti, ad eccezione ovviamente di Corona. Orlando si è fermato a 7, Bjelanovic a 2 in metà campionato, De Paula praticamente non pervenuto. Le reti di Caturano non sono passate inosservate, tanto da far scatenare subito l’asta per assicurarsi il classe ’90. L’ha spuntata il Bari di Paparesta che ha appena annunciato l’accordo su base triennale con il giocatore esploso nelle giovanili dell’Empoli. In tema di punte è stata condizionata dagli infortuni la stagione di Vittorio Bernardo, suddivisa tra Paganese e Catanzaro, con 23 presenze totali e 4 gol, tutti siglati con la maglia dei calabresi. L’attaccante di Erice – rimasto svincolato sino a ottobre – aveva dimostrato nella sua parentesi giallorossa di poter ben affiancare per caratteristiche in avanti Corona. A Catanzaro c’era con lui Tommaso Squillace, utilizzato 23 volte dai tecnici delle “aquile”. Dopo la sua partenza sulla fascia sinistra del Messina è mancato un vero titolare del ruolo. Un enigma irrisolto, passando da Donnarumma a Rullo, agli adattati Silvestri e Benvenga.

Ferreira in azione con l'Entella (foto Gabriele Maricchiolo)

Ferreira in azione con l’Entella (foto Gabriele Maricchiolo)

Sulla linea mediana si è inevitabilmente avvertita la mancanza dei due perni Maiorano e Bucolo, tra i grandi protagonisti anche della precedente promozione dalla D alla Seconda Divisione. Il primo era approdato verso altri lidi già nell’estate 2014, accasandosi al Catanzaro per poi trasferirsi da gennaio 2015 alla Juve Stabia. Il centrocampista etneo di nascita, primo a rinnovare con il club di Lo Monaco, ha chiuso la stagione al Martina, collezionando 15 presenze e festeggiando una salvezza conquistata in anticipo. Capitolo a parte per Pedro Ferreira che sta lottando con la sua Virtus Entella per mantenere la Serie B. Il portoghese, assoluto trascinatore del Messina in Seconda Divisione con 14 centri, al debutto tra i cadetti ha giocato su buoni livelli. Trentasei le presenze, con 3 gol, l’ultimo dei quali nell’andata dei playout, avversario il Modena. Lagomarsini, D’Aiello, Pepe, Silvestri, Guerriera, Maiorano (38′ st Simonetti), Bucolo, Ferreira, Squillace, Bernardo (31′ st Caturano), Corona (13′ st De Vena). A rileggerla adesso da mordersi le mani.

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