Archiviate le festività pasquali, per il Milazzo è iniziata un’altra settimana Santa, almeno sportivamente parlando, che porta all’ultimo impegno della stagione in casa della Jonica, che potrebbe valere l’agognato ritorno in serie D. Una settimana che i ragazzi di Angelo Bognanni vivono consapevoli di avere il destino nelle proprie mani.

Partiti in sordina ad inizio campionato, con l’ambizione di ripetere il piazzamento playoff della passata stagione, hanno subito messo le tende in vetta alla classifica, tenendo testa a corazzate del calibro di Vittoria e soprattutto Modica. Con il passare delle settimane, i mamertini hanno dimostrato di essere una squadra vera, granitica, forte di valori umani e delle idee trasmesse da un tecnico capace di creare un feeling particolare con una piazza passionale ed esigente.
Per il direttore sportivo Nico Caragliano il Milazzo non rappresenta più una sorpresa: “Ho sempre creduto nel potenziale della squadra. Ricordo la conferenza stampa di presentazione della stagione, in cui dissi che per me c’era il potenziale per poter ambire ai primi tre posti della classifica. Siamo primi da soli o a pari merito del Modica dalla prima giornata, eccezion fatta per una fase del girone di ritorno in cui siamo stati secondi. Stiamo completando un percorso incredibile, che però non è frutto di eventi fortunati: dietro c’è una programmazione ben precisa. Magari a Milazzo mancano le possibilità che ci sono a Modica o a Vittoria ma c’è tanta fame e orgoglio di riportare una piazza così importante lì dove merita”.

Per il dirigente la stagione è figlia di una strategia societaria ben precisa, basata su continuità e programmazione: “Io sono arrivato quest’anno ma ho trovato una macchina già ben rodata. Due anni fa il Milazzo è stato ripescato in Eccellenza, arrivando ad una sofferta ma meritata salvezza. C’è stato un rimpasto societario che ha fatto sì che si potesse ambire a qualcosa di più e nella seconda parte della passata stagione la squadra ha avuto una continuità incredibile, infilando una serie di risultati positivi da record e arrivando fino alla finale playoff. In molti sono rimasti stupiti del fatto che il nuovo ds non mettesse mano in modo più deciso alla rosa ma io credo molto nella continuità tecnica e nella programmazione. Smantellare la squadra e ripartire da zero sarebbe stato controproducente, perciò abbiamo preferito puntare a qualche innesto mirato per alzare il livello d’esperienza della squadra, facendo arrivare elementi come Franchina o Corso”.
A separare il Milazzo dalla D c’è però una Jonica alla ricerca di punti salvezza: “Una partita sintomatica della nostra stagione. Nelle ultime giornate può capitare di affrontare squadre che hanno già raggiunto l’obiettivo, noi invece abbiamo sempre giocato contro avversari pronti a dare battaglia e a giocare la partita della vita, com’è giusto che sia. Nessuno ci ha regalato o regalerà niente, possiamo dirlo con il petto in fuori. Ne sono consapevoli i ragazzi e il mister, che ha creato un legame speciale con la piazza. Qui tutti si sentono partecipi e importanti, si vince e si perde tutti insieme: c’è uno spogliatoio spettacolare formato da ragazzi che hanno messo il cento per cento fin dal primo allenamento”.





