Berra: “In D più tattica e meno fisicità dell’Argentina. Il Città sta crescendo”

BerraIl Città di Messina ha formalizzato a fine settembre l'acquisto di Berra

Tra gli elementi di maggiore esperienza in casa Città di Messina c’è sicuramente il 27 difensore argentino Tomàs Berra, che si è raccontato ai nostri microfoni. “Qui mi trovo benissimo. È la mia prima esperienza all’estero e non conoscevo nessuno dei miei nuovi compagni. Ma mi sto ambientando anche grazie agli altri argentini, come Galesio e Feuillassier, e al brasiliano Trevizan, che era da più tempo in Italia”.

Dopo i successi in Coppa Italia e un inizio deludente in campionato, contro il Rotonda è arrivata finalmente la prima gioia da tre punti: “La prima vittoria è sempre importante e in questo caso è arrivata in casa contro una diretta concorrente. A Bari è molto difficile, affronteremo la squadra più forte, ma nel calcio mai nulla viene deciso prima. Serve grande concentrazione, sarà peraltro una delle trasferte più lunghe”.

Galesio e Ferraù

Galesio e Ferraù (foto Nino La Macchia)

Berra considera la D italiana un test probante, dopo tanti anni in patria: “È un campionato difficile, con tante squadre competitive. La salvezza è un obiettivo che possiamo centrare, nonostante in squadra vi siano tanti giovani. Non sarà facile ma se ci alleneremo così potremo pian piano risalire la classifica. Le ultime tre partite hanno fornito risposte importanti”.

Il difensore in carriera ha militato nelle due massime serie argentine, collezionando complessivamente una sessantina di presenze: “Ho giocato in A con Rosario Central, Godoy Cruz e Arsenal, in un torneo più fisico ma con meno tattica e tecnica rispetto all’Italia. Qui da voi nessuno prende palla e inizia a scartare gli avversari… Sono stato anche nel Deportivo Santamarina in B, dove c’è grande agonismo, campi non semplici e anche arbitraggi che spesso subiscono molte critiche”.

Tomas Berra

Tomas Berra con la divisa del Rosario Central

Poi il grande salto, sponsorizzato da Nunzio Marchione, che già aveva portato gli altri sudamericani in riva allo Stretto: “Il procuratore mi ha chiesto il se me la sentivo e ho voluto fare questa esperienza nuova, in un paese molto differente, che ha altre tradizioni, e una lingua diversa. Ad ogni modo questo non è un problema: le parole fondamentali le ho imparate in una settimana e dopo due mesi ormai capisco praticamente tutto, in campo e fuori”.

Berra non si pone particolari obiettivi a livello individuale: “Viene prima la squadra, se vince e migliora la sua classifica è buono per tutti. Personalmente spero di giocare con maggiore continuità rispetto all’Argentina e di fare tanto per i compagni”.

A Messina avrebbe potuto trovare da avversario il connazionale Lucas Correa, affiancato nel corso dell’estate ai cugini dell’ACR: “Mi conosce perché è un tifoso del Rosario Central, che è tra le squadre più amate in Argentina. Spero di risentirlo presto”.

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