Berardi: “Che spavento dopo il Melfi. Non vogliamo vanificare un anno di sacrifici”

BerardiIl portiere del Messina Alessandro Berardi opera un rinvio da fondo campo

Sul campo ha saputo neutralizzare i pochi pericoli creati dai locali, che con Marconi si sono fermati sul palo. Il portiere del Messina Alessandro Berardi può quindi celebrare il fondamentale successo di Lecce, che vale il +4 sull’Akragas e sui play-out (+2 considerando la penalizzazione in arrivo): “Venire qui in questa situazione, dopo una settimana difficile, non era semplice. Era una partita da dentro o fuori. Li abbiamo aspettati, attenti e concentrati, e poi siamo ripartiti. È una vittoria che ci dà morale ma ci lascia con i piedi per terra, perché lo spavento preso una settimana fa è ancora forte”.

Lecce

Al “Via del Mare” di Lecce ben 12mila spettatori di media in stagione

Non a caso in settimana il tecnico Cristiano Lucarelli ha lavorato anche sulla psiche dei suoi ragazzi. L’estremo difensore romano lo ha ammesso ai microfoni di Radio Amore: “Abbiamo parlato tanto, analizzando non soltanto gli aspetti tattici ma anche quelli mentali. Prendere quattro gol in casa dopo una serie positiva ci aveva stranito. Non ci siamo resi conto che quella gara, ancora più di questa, poteva farci chiudere il discorso salvezza. Che paradosso mantenere la porta inviolata qui, mentre con il Melfi abbiamo visto come è andata”.

Ha prevalso allora la voglia di non macchiare sul più bello un’annata altalenante: “Con i ragazzi ci siamo detti che non volevamo rovinare tutto. Non potevamo buttare un anno di sacrifici ed allenamenti per una partita no. Senza tutti quei problemi saremmo già stati salvi… Il gruppo ha dato una risposta, tirando fuori il massimo da una gara preparata nel migliore dei modi”.

Palumbo

Berardi e compagni hanno dedicato il successo a Palumbo, vittima di un grave infortunio che lo terrà per mesi lontano dal campo

La difesa ha beneficiato dei rientri di De Vito e soprattutto Rea: “Conosciamo la sua personalità, ha tanti campionati sulle spalle e trasmette sicurezza al reparto. La squadra lo ha recepito, soprattutto in una trasferta così delicata. Ad ogni modo Palumbo lo aveva rimpiazzato bene, prima di subire quel pesante infortunio: motivo per il quale dedichiamo questa vittoria anche a lui, un compagno che è un punto di riferimento e mancherà purtroppo nella fase finale della stagione”.

Adesso la fondamentale sfida con il Cosenza, che ha già inguaiato l’Akragas, consolidando il sesto posto: “Domenica c’è l’ultima partita in casa e incrocio le dita affinché lo sia davvero. Chiediamo l’aiuto della tifoseria e della città. Bisogna mantenere la categoria, primo passo verso un futuro migliore. Io sono qui da tre anni e non voglio essere ricordato per una retrocessione. Voglio salvarmi sul campo, meglio se direttamente, senza i playout”.

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