Barcellona, Young a trecentosessanta gradi: “Poter giocare da professionista è la realizzazione di un sogno” (VIDEO)

Intervista ad Alex Alex

Intervista ad Alex Young

Non è un mistero che la Sigma Barcellona punti forte su di lui. Parliamo di Alex Young, la guardia titolare del team allenato da Giovanni Perdichizzi, che domenica scorsa contro l’Aget Imola ha confermato le sue ottime medie stagionali, realizzando ben 28 punti e rendendosi protagonista nel secondo tempo di due azioni che hanno infiammato il pubblico del PalAlberti. Confezionate per merito dell’innata precisione del play Andre Collins (non a caso miglior assistman del campionato con 7 assistenza per partita) il giocatore nativo di Indiana ha finalizzato le azioni con due schiacciate strappa applausi, che hanno caratterizzato il finale di una partita stravinta sul campo dai giallorossi del presidente Immacolato Bonina. Lo stesso Young ci parla delle sue emozioni che ha vissuto nel momento in cui si è trovato a firmare il primo contratto da professionista in Europa.

Una schiacicata di Alex Young

Una schiacciata di Alex Young

“Si è trattato della realizzazione di un sogno, un obiettivo per cui avevo lavorato tanto. E’ la naturale prosecuzione di un processo iniziato a scuola e proseguito al College. E’ una grande emozione far parte di una squadra, essere un giocatore professionista, ti fa sentire bene e capisci che hai svolto un buon lavoro”.
Da ottimo giocatore qual’è è stato molto attento ad ascoltare i consigli ricevuti prima di intraprendere un’avventura così importante nel vecchio Continente.
“Semplice, mi hanno detto di continuare a fare quello che ho fatto al College, di crescere come giocatore e come persona. Sentivo una grande fiducia attorno a me –prosegue l’americano- dovevo solo stare calmo e tranquillo. Prioritario era poi apprendere il più possibile dagli allenatori italiani, che sono diversi da quelli a cui ero abituato. A prescindere da dove sarei andato, avevo molto da imparare”.
L’anno scorso a Capo d’Orlando Alex ha disputato una grande annata (chiusa a 19 punti di media) ma caratterizzata anche da un momento difficile, i due mesi di squalifica inflitti dalla Corte Federale della FIP a seguito della positività all’antidoping. A distanza di una anno lui ritorna a parlare di quei momenti.

Alex Young con la maglia dell'Orlandina

Alex Young con la maglia dell’Orlandina

“Ho bellissimi ricordi dell’Orlandina ma è anche stato un periodo difficile coinciso con la squalifica. A Forlì ho seguito la partita dagli spalti ed a fine gara tutta la squadra e coach Pozzecco sono venuti ad abbracciarmi per farmi capire quanto ci tenevano a me. Arrivare in Italia ed essere allenato da una leggenda come Gianmarco Pozzecco è stato un onore. Le sue metodologie di comunicazioni mi hanno aiutato e sono state meravigliose. Dopo che la possibilità di giocare in NBA era venuta meno, sono approdato in Italia con molta umiltà con la voglia di crescere sia come persona che giocatore”.
Ormai Young è in Italia da più di un anno, un periodo sufficiente per poter stilare una speciale classifica sulle cose che apprezza sia del nostro Paese che di Barcellona.
“Mi piace molto il senso della famiglia che hanno gli italiani, gli piace stare insieme e fare sentire a proprio agio le persone. Io sono qui da solo perciò noto questo supporto da parte delle persone. Mi ricorda la mia famiglia, ci aiutiamo a vicenda perché vogliamo che gli altri siano felici. Subito dopo metto i miei compagni di squadra, il modo con cui mi fanno sentire a casa e mi mettono a mio agio. Una cosa che non mi piace è certamente il traffico, caotico e disordinato. Di Barcellona mi piace specialmente il calore dei tifosi, per me è una cosa fondamentale perché ti spinge a dare sempre il massimo e migliorare di partita in partita”.

963891_529495597141761_344130898_oIl giocatore della Sigma racconta poi l’emozione di essere padre e i suoi auspici in ottica futura.
“Sono diventato padre già a 18 anni prima di entrare al College. Amo mio figlio più di ogni altra cosa, per me è una molla per essere una persona migliore e per conquistare nuovi traguardi. Quello che voglio per lui è che possa avere quelle possibilità che io non ho avuto. So quali sono i miei doveri per essere un buon giocatore e padre, per questo cerco di fare tutto al meglio, perche lui è sempre in cima ai miei pensieri ed alle mie scelte. Prima di fare qualcosa mi chiedo se sia la scelta migliore anche per lui”.

Questo il video con l’intervista rilasciata dalla guardia della Sigma Barcellona, Alex Young:

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