La sconfitta nel derby dello Stretto fa piombare in piena crisi la Reggina. Durissimo lo sfogo di Nino Ballarino, azionista di maggioranza del club amaranto, che ha parlato a lungo dopo la gara persa per 1-0 contro il Messina al “Franco Scoglio”, rompendo di fatto il silenzio stampa: “Per prima cosa devo chiedere scusa ai nostri tifosi per quello che é successo qui a Messina e nelle domeniche passate. Ho visto una squadra ridicola, senza cuore, che nel secondo tempo, invece di fare l’assedio, girava attorno. Era impossibile fare gol giocando a quel modo. A fine primo tempo sono andato negli spogliatoi e ho detto alla squadra che se si fosse perso avevano il dovere di venire in società per chiedere la rescissione del contratto. Una squadra costruita in teoria per vincere il campionato e che invece si trova in una posizione ridicola di classifica”.

Soli otto punti in classifica e ben tre ko sul groppone in sette turni. Un bilancio magrissimo per chi doveva essere tra le favorite assolute del torneo. La posizione del tecnico Trocini non è comunque a rischio: “Sarebbe troppo semplice andare dal mister e togliergli la fiducia, esonerandolo. Significherebbe dare la responsabilità all’allenatore e contemporaneamente degli alibi ad un gruppo di giocatori importanti. Ho chiesto di indicare qual è la strada da percorrere, devono prendersi loro le responsabilità di quello che sta succedendo, insieme alla società. Se non si mette il cuore si perde la partita, come era accaduto già a Favara e contro la Gelbison”.

Sul silenzio stampa (bocche cucite per calciatori e allenatore già da qualche giornata) il patron della Reggina chiarisce: “Siamo stati zitti per tanti motivi. La società ha cercato di proteggere mister e calciatori per non dare la possibilità a nessuno di poter interpretare le parole che si sarebbero dette. Io ci ho messo sempre la faccia, ora sto aspettando le decisioni della squadra e ce ne assumeremo tutti la responsabilità. Non ci sono diversi gruppetti nella rosa, questo gruppo è solido, se si esce con una decisione dobbiamo poi metterla in atto. Lo scorso anno, quando la squadra si è unita in sé stessa, siamo esplosi. Abbiamo cercato di migliorare il gruppo dell’anno scorso, ma è chiaro che qualche problema è sorto. Se c’è chi non riesce a stoppare una palla non è colpa del mister, anche perché fino a ieri faceva passare la palla sopra la testa degli altri. Vediamo anche gli allenamenti durante la settimana e se quello che si prova poi non riesce la domenica evidentemente c’è qualche problema, va capito se tecnico, atletico, di cuore o di personalità”.





