In casa Acr Messina sono ore frenetiche. Dal Comune è arrivato il nulla osta firmato in mattinata dall’Amministrazione, fondamentale per attestare la disponibilità dello stadio “Franco Scoglio”. Secondo indiscrezioni che erano iniziate a filtrare già lo scorso weekend, ma che abbiamo preferito verificare, sarebbe stato avviato il saldo delle quattro mensilità di stipendi arretrati, maturate tra febbraio a maggio 2025.

La conferma è attesa nei prossimi giorni, quando dovrebbero arrivare gli accrediti ai tesserati, in tempo per la scadenza del prossimo 10 luglio. Sarebbe stato quindi sbloccato l’impasse che persisteva da mesi, di fatto da quando non venne onorata la scadenza di metà febbraio. L’esborso sarebbe stato coperto immettendo nuovo denaro in cassa, in linea con gli obblighi imposti dalla procedura fallimentare.
Che imponeva invece l’autorizzazione del commissionario giudiziale Maria Di Renzo soltanto nel caso dell’utilizzo dei fondi già disponibili sul conto della società. L’Acr Messina deve contestualmente onorare anche i contributi previdenziali e fiscali delle sette mensilità comprese tra novembre 2024 e maggio 2025. L’Aad Invest Group, proprietaria dell’80% delle quote, e il socio di minoranza, l’ex presidente Pietro Sciotto, dopo la retrocessione in D, vogliono evitare la liquidazione giudiziale della società e le eventuali conseguenze giudiziarie.

La prossima tappa sarà l’udienza fallimentare del 10 settembre, decisiva per capire se verrà accettato il piano per la composizione negoziale della crisi, proposto dall’Acr e dai suoi legali, Giuseppe Cicciari e Gianpiero Picciolo. Secondo quanto è filtrato, il club è orientato a richiedere un concordato preventivo, che consentirebbe di ridurre ulteriormente il monte debitorio residuo, slegato dalle scadenze relative a stipendi e contributi.





