Tanto per cambiare, sarà un Ferragosto di attesa per l’Acr Messina, il cui futuro resta appeso ad un filo. Non è arrivata infatti la pronuncia della sezione Fallimentare del Tribunale, chiamata ad esprimersi sulla richiesta di affidamento della gestione sportiva del club al gruppo rappresentato dall’operatore economico Giuseppe Peditto.

I magistrati sono chiamati ad esprimersi sull’accordo raggiunto tra l’Acr e i potenziali acquirenti, dopo i pareri negativi del commissario giudiziale Maria Di Renzo e del ctu, il commercialista Corrado Taormina. La pronuncia e le relative motivazioni dovrebbero arrivare a questo punto lunedì 18 agosto.
La replica della Doadi Srls, che ha contestato i due no alla propria proposta di affidamento del ramo sportivo, è stata iscritta nel fascicolo telematico della procedura e quindi visionata e valutata dalla presidente Simona Monforte, dal giudice Roberta Rando e dal giudice relatore Valerio Brecciaroli, che redigerà il provvedimento. Confermate di fatto le richieste di integrazioni avanzate da Di Renzo e Taormina.

La Doadi dovrebbe infatti fornire chiarimenti sulla previsione relativa ai costi di gestione, le fideiussioni a garanzia degli investimenti e certificare le competenze in materia sportiva dei soggetti che saranno coinvolti nell’operazione. I legali della società avevano sollecitato una risposta tempestiva da parte dei giudici, anche perché domenica 24 è previsto l’esordio in Coppa Italia a Lamezia Terme e ad oggi l’Acr Messina non ha neppure un tesserato.
Comunque vada servirà un’autentica impresa sportiva per dare un futuro credibile al club dopo la retrocessione dalla C, anche per i 14 punti di penalizzazione inflitti per i ritardi nei pagamenti di stipendi e contributi Irpef e Inps accumulati nei primi mesi del 2025, dopo l’avvento dell’Aad Invest Group alla guida della società gestita per sette anni e mezzo da Pietro Sciotto, adesso socio di minoranza.





