Sarà presentato ufficialmente giovedì 2 luglio alle ore 18:30 presso il Circolo del Tennis e della Vela di Messina il nuovo prototipo “Guglielmino 2.1” del team Messina Energy Boat composto dagli studenti del Dipartimento di Ingegneria dell’Università degli Studi di Messina. Lo Yacht Club de Monaco ospiterà la 13ª edizione della Monaco Energy Boat Challenge, in programma dall’8 al 12 luglio.

Il team è stato impegnato a lungo nella realizzazione della nuova imbarcazione con cui gli studenti dell’Università di Messina prenderanno parte alla competizione internazionale dedicata alla sostenibilità e allo sviluppo di nuove tecnologie nel settore della nautica. Da quattro anni il MEB rappresenta l’Ateneo in ambito internazionale, distinguendosi come unica Università del Centro-Sud Italia presente in una competizione che coinvolge 26 team nella categoria Energy e oltre 1.000 studenti provenienti da diverse nazioni.
Un percorso che, anno dopo anno, continua a crescere anche grazie al supporto del tessuto produttivo locale: i main sponsors del progetto Palumbo Shipyards e Palumbo Superyacht Refit sono protagonisti di una sinergia virtuosa tra impresa e Università che rafforza il legame tra innovazione, sostenibilità e applicazione pratica della teoria. Il team, coordinato da Vincenzo Crupi, professore ordinario di Costruzioni e Impianti Navali del Dipartimento di Ingegneria dell’Università di Messina, è composto da docenti, dottorandi e studenti impegnati durante tutto l’anno in attività di progettazione, sviluppo e validazione.

I sea trials si svolgono presso il Circolo del Tennis e Vela di Messina, mentre i prototipi vengono progettati e realizzati nei laboratori del Dipartimento di Ingegneria. Da quest’anno il team si avvale anche della collaborazione dell’Istituto d’Istruzione Superiore A. M. Jaci – Caio Duilio di Messina. Il Guglielmino 2.1 è l’evoluzione del modello precedente e ulteriore tributo alla memoria di Eugenio Guglielmino, già Direttore del Dipartimento di Ingegneria, scomparso nel 2024. Fu lui nel 2022 a promuovere la nascita del progetto, convinto che l’integrazione tra formazione universitaria e competizione sportiva rappresentasse uno degli strumenti più efficaci per consentire agli studenti di trasformare le conoscenze teoriche in competenze concrete.





