È passato un mese dal ko interno subito per mano del Palazzolo, con la retrocessione in Eccellenza che è divenuta una triste realtà. Il rammarico c’è, perché il fato sembra essersi davvero accanito nei confronti di un’Acquedolcese arrivata con troppe incognite alla sfida che valeva una stagione, per via di numerosi infortuni e squalifiche che fino all’ultimo hanno caratterizzato il cammino della creatura di Sergio Mezzanotte.

Il lavoro del tecnico Michele Cataldi resta però positivo. Arrivato alla quattordicesima giornata, con la squadra ultima in classifica con appena sette punti, ha chiuso a quota 30 per via dei 23 punti raccolti durante la sua gestione. Segnata peraltro da cessioni importanti: Di Stefano, Villar, Fricano e Radoijcic hanno salutato il gruppo in anticipo. L’ex vice allenatore del Sant’Agata riavvolge per noi il nastro e ritorna a quel fatidico 10 maggio e alla sfida con i siracusani, che ha sancito il ritorno dei nebroidei in Promozione dopo appena un anno.
“Purtroppo siamo arrivati alla gara più importante della stagione con una squadra a dir poco rabberciata. Mancavano tre difensori su quattro, due centrocampisti e in avanti ho dovuto schierare Mincica, che ha stretto i denti per scendere in campo. In queste condizioni era molto difficile pensare di reggere una partita e fin dalle prime battute mi sono reso conto che il Palazzolo ne aveva più di noi”.

L’amarezza non manca anche perché il gruppo aveva saputo andare oltre le difficoltà, imponendosi anche a Messina contro la Messana: “Sicuramente il rammarico c’è. Spiace perché mi sarebbe piaciuto giocare questa sfida ad armi pari, considerato che loro avevano recuperato gli infortunati. Resta comunque la soddisfazione per un percorso importante: le difficoltà di formazione ci sono sempre state ma nonostante ciò i ragazzi hanno mantenuto un ritmo da playoff nel ritorno”.
Nel calcio nebroideo c’è fermento. La Rosmarino, altra retrocessa in Promozione, ha annunciato la nascita della Fc Tirrenica, che parteciperà al prossimo campionato di sesta serie, progetto che dovrebbe vedere coinvolta anche l’Acquedolcese. Una scelta che Cataldi condivide: “Quando due società vicine sotto l’aspetto territoriale vivono le medesime difficoltà è normale pensare a delle fusioni. L’obiettivo è unire le forze per creare un progetto che possa stare stabilmente in Eccellenza, già a partire dal prossimo anno, in cui si allestirà una squadra in grado di potere vincere il campionato di Promozione. Attendiamo comunque l’adesione formale dell’Acquedolcese, che fin qui ha soltanto aperto all’ipotesi”.

Cataldi è pronto a nuove avventure, se vi saranno però condizioni adeguate: “Non ne faccio un discorso di categoria ma di progetto e organizzazione. Stiamo parlando di calcio dilettantistico ma al giorno d’oggi avere una società composta da persone che sanno come spingere una macchina e portare a termine una stagione o programmare a livello pluriennale è molto importante. Può capitare di trovare in categorie inferiori realtà più attrezzate rispetto a certe società di categoria superiore e in questo momento mi sento di dire che guardo più a questo aspetto che non alla serie in cui milita una società”.
L’ex Igea Virtus non esclude neppure di ripartire come secondo, come avvenne già in serie D: “Due stagioni fa a Sant’Agata ho collaborato prima con Ezio Raciti e poi con Emanuele Ferraro ed è stata un’esperienza che mi è piaciuta molto. Mi sono trovato bene e non mi dispiacerebbe affrontarla di nuovo”.





