Il portiere messinese Sebastiano Paterniti è tra i protagonisti del secondo storico trionfo del Napoli Beach Soccer. Dopo la Coppa Italia vinta nella scorsa stagione, nella finale di Supercoppa i partenopei hanno battuto i campioni d’Italia del Pisa per 6-5 dopo i calci di rigore, aggiudicandosi il primo trofeo ufficiale nel 2026 del beach soccer FIGC-Lega Nazionale Dilettanti. Sulla sabbia di Castelsardo, nella Beach Arena del Lungomare Anglona, si erano conclusi 2-2 i tempi regolamentari. Andriani a segno con una spettacolare conclusione al volo per il momentaneo vantaggio napoletano, poi Paterniti dice di no a Hulk. La rimonta nerazzurra avviene nella seconda frazione (con Paterniti sostituito da Casolare), per effetto delle reti di Ardil e Barsotti, complici due disattenzioni difensive.

Nel terzo tempo, tornato tra i pali l’estremo difensore originario di Tortorici, il Napoli trova il 2-2 grazie al colpo di testa di Sciacca. La sfida si accende, con un palo a testa. Da una parte Casapieri e dall’altra Paterniti (bravo ad opporsi in tuffo al tentativo dalla distanza del collega avversario) tengono in equilibrio il risultato. Non bastano i tre tempi regolamentari e nemmeno i tre minuti di extra-time. Servono i calci di rigore, dove il Pisa sbaglia con Bertacca (fuori) e Remedi (palo alla sinistra di Paterniti). Per il Napoli l’unico errore è di Leo Martins. Tocca a capitan Moxedano trasformare il quinto, quello decisivo, regalando ai suoi la Supercoppa.

Un’altra grande soddisfazione per Sebastiano Paterniti (autore sabato di una doppietta nella gara della Poule Scudetto contro il Naxos), che può arricchire la sua prestigiosa bacheca da portiere di beach soccer. “Personalmente – commenta Paterniti sui social – il trofeo numero 9 in Italia, la quarta Supercoppa che si aggiunge ad uno scudetto e quattro Coppe Italia. Ma è sempre un’emozione nuova e sempre più bella. Ancora c’è tanto da scrivere e da raggiungere. Grazie al Napoli Beach Soccer, ad ogni membro di questa famiglia che col suo apporto ha fatto la differenza”.





