Se in serie C sono stati Marco Crimi e Davide Petrucci a metterci ripetutamente la faccia, in D è stato ancora una volta il difensore Daniele Trasciani a presentarsi in sala stampa dopo un ko casalingo, il quarto consecutivo. Le ultime sei della graduatoria hanno perso ma la salvezza diretta adesso è distante sette punti e al Messina non resta che migliorare l’attuale, drammatica, classifica in ottica spareggi salvezza.

“Se avessi la risposta a cosa è accaduto tra primo e secondo tempo non saremmo nemmeno qui perché se qualcuno mi dicesse che per vincere le partite dovrei dare tutti i giorni una testata al muro lo farei. Non ci siamo allentati anche se poi il campo dice altro. Siamo rientrati con la voglia e lo spirito di continuare quello che di buono avevamo fatto nel primo tempo e volevamo fare. Purtroppo ci sono stati dieci minuti di blackout e una spiegazione sinceramente non ce l’ho. Chiedo scusa a nome di tutta la squadra ai tifosi per quello che è successo”.
Com’era già accaduto nel recente passato, il difensore romano assicura però che non è intenzionato a gettare la spugna: “Sicuramente non molleremo perché ancora siamo vivi, come dice la classifica. Siamo in difficoltà, forse saremo condannati ai play-out però siamo ancora lì. Magari bisognerà giocarlo in trasferta però io un play-out con l’obbligo di vincere qua l’ho giocato e l’ho anche vinto, quindi sicuramente dobbiamo fare quadrato tutti quanti. Non voglio pensare che sia finita perché non siamo condannati, il campionato non è finito, per cui fino a che saremo in grado lotteremo e non molleremo”.

Nel post-gara proprietà, ds e tecnico in silenzio dopo un lungo colloquio con la squadra: “C’è stato un confronto con la dirigenza, l’allenatore, il direttore e tra noi giocatori. Dobbiamo fare quadrato perché la sconfitta fa male, c’era tanta rabbia da parte di tutti. Le parole sono superflue in questo momento e rischiano di essere dannose, c’è poco da aggiungere. Lo so che il campo magari può dare un messaggio diverso però noi non abbiamo mollato e il primo tempo lo dimostra. Anche nel secondo tempo, ovviamente non giocato alla grande, e su questo siamo tutti d’accordo, abbiamo avuto due o tre occasioni in cui potevamo riaprirla e pareggiarla”.
Il paradosso è che la squadra si è spenta dopo una lunga rincorsa dal -14 e il cambio di proprietà che avrebbe dovuto riportare serenità: “Purtroppo il momento è delicato. Finché la matematica dirà che la squadra si può salvare non molleremo, fino alla fine, perché sarebbe da folli farlo. Non l’abbiamo fatto in momenti assurdi, non lo faremo certo ora. È ovvio che i risultati non arrivano e sono sette le partite senza vittoria. La città non lo merita, capisco le critiche e la contestazione, ce le andremo a prendere come gli insulti, gli schiaffi e gli sputi. Sono qui a metterci la faccia a nome di tutti quanti. Ovviamente, bisogna dimostrarlo con i punti, di parole ne abbiamo fatte fin troppo”.

Trasciani si è rivolto ai tifosi, che hanno contestato sonoramente la squadra: “Capisco i loro sacrifici e l’attaccamento, che ho anche io. È il mio terzo anno a Messina, so perfettamente quanto valore ha questa maglia e cerco di trasmetterlo ai compagni. Noi non dormiamo la notte, ci alziamo la mattina, andiamo al campo e soffriamo questa situazione. Non stiamo riuscendo a ottenere quello che vorremmo. Siamo qui a battagliare da settembre contro situazioni che tutti conosciamo e non abbiamo intenzione di mollare. La squadra è viva e nel calcio da un momento all’altro tutto può cambiare”.





