Terzo pareggio in altrettante trasferte per il tecnico Vincenzo Feola sulla panchina del Messina. Il possibile successo è sfumato nel finale, con il clamoroso legno centrato da Zerbo: “Sono amareggiato per i risultati e i ragazzi, perché lavorano in un certo modo in allenamento, si impegnano, mi seguono e quindi dispiace non capitalizzare i sacrifici che stanno facendo. C’è stato l’approccio giusto, sicuramente ci sono miglioramenti settimana dopo settimana”.

L’ex tecnico del Savoia ribadisce che il gruppo sta avvertendo il peso delle aspettative dell’ambiente: “Non dimentichiamoci che ci sono una tradizione e una storia che non è facile onorare. Questa maglia e il blasone del Messina pesano e i ragazzi avvertono un po’ di pressione e tensione. Le partite diminuiscono e devi per forza fare risultato, ma questo è il calcio”.
Feola non getta la spugna nonostante il -5 dalla salvezza diretta: “Io chiedo ai ragazzi di continuare così, loro vogliono sempre fare bene. Il campionato non è finito, mancano ancora sei finali. Poi le somme le tireremo alla fine. Non dobbiamo mollare, perché ogni partita sarà una storia a sé. Le dobbiamo interpretare come abbiamo fatto nelle ultime settimane”.

Dopo Roseti con la Nissa è stato Zerbo a centrare un altro palo nel finale: “La buona sorte non ci assiste, gli episodi non ci hanno aiutato. Abbiamo colpito due pali interni nelle ultime due gare a ridosso del novantesimo, è lo specchio del nostro momento. Abbiamo creato cinque-sei palle gol, sbagliando sempre l’ultimo passaggio. Dopo la prima occasione in avvio della Vibonese c’è stata soltanto una squadra in campo e avremmo strameritato la vittoria”.





