Feola: “Abbiamo avuto paura di vincere. Dovevamo chiuderla e non difendere”

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Secondo pareggio esterno consecutivo per il Messina, che come a Reggio Calabria è stato raggiunto e beffato nei minuti finali. Il tecnico Vincenzo Feola è consapevole che qualcosa non ha funzionato: “Hanno pesato la paura di vincere e la grande tensione. Noi siamo obbligati, condannati a vincere perché dobbiamo toglierci da laggiù, e indossiamo una maglia blasonata, che pesa. Abbiamo giocato contro una buona squadra, che ha lottato, ha corso e aveva l’ultima occasione per cercare di riaprire i giochi, che peraltro non sono chiusi”. 

Vincenzo Feola
Il tecnico del Messina Vincenzo Feola (foto Paolo Furrer)

Dopo la prodezza di Touré il Messina avrebbe dovuto provare a chiudere la gara ma non ha trovato il colpo del ko: “Dobbiamo crescere sotto questo aspetto, la squadra deve avere personalità e arrivare ai tre punti tramite il gioco, che a tratti abbiamo fatto. Non dovevamo subito pensare a difendere il risultato dopo avere trovato il vantaggio. Nella ripresa non dovevamo contenere ma attaccare e chiudere la partita”.

La squadra sembra sentire il peso di una classifica da raddrizzare, in cui la salvezza diretta resta distante quattro punti: ”Siamo il Messina, la maglia e il blasone pesano, perché abbiamo una responsabilità importante verso la città. però questa è la strada giusta, dobbiamo migliorare sotto questo aspetto e compiere l’ultimo step, fondamentale per la salvezza”. 

Saverino
Saverino pressa un avversario (foto Paolo Furrer)

Feola era consapevole che il CastrumFavara avrebbe venduto cara la pelle fino all’ultimo minuto: “Conoscevamo la loro aggressività, avevano l’ultima occasione per cercare di superarci e venivano da tanti risultati negativi, per cui non era facile. I ragazzi l’hanno interpretata nel modo migliore e gli va fatto un plauso. Poi dopo ogni partita ha una storia e le sue sfaccettature”.

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