Recentemente la Sicilia è stata protagonista del ciclismo internazionale grazie a due atleti che hanno lasciato un segno, ognuno dei due a modo suo. Parliamo ovviamente di Vincenzo Nibali e Giovanni Visconti che, anche se con carriere e traguardi diversi, hanno conservato l’identità della loro terra d’origine e dato visibilità all’isola, che non è mai stata abituata ad essere “primadonna” in questo sport. Vediamo allora nel dettaglio la carriera e i risultati raggiunti da entrambi.

Vincenzo Nibali.
Partiamo da Vincenzo Nibali, che è considerato uno dei più grandi corridori della sua generazione e non solo. La bacheca del classe 1984 è ricchissima, dal momento che è riuscito a vincere tutti e tre i grandi giri: Giro d’Italia, Tour de France e Vuelta a España. Una completezza rara, che lo ha reso un atleta temuto e rispettato in ogni contesto. Il primo sussulto in un grande giro dello “Squalo dello Stretto” (soprannome in omaggio alla sua città natale, Messina) è stato alla Vuelta a España 2010, mentre tre anni dopo, al Giro d’Italia 2013, confermò tutto il suo valore con una cavalcata memorabile, coronata dallo spettacolare successo sulle Tre Cime di Lavaredo sotto una tormenta di neve.
Il punto più alto è sicuramente al Tour de France 2014 con quattro vittorie di tappa, tra cui quella leggendaria sul pavé di Arenberg e la conquista della maglia gialla. Nibali è stato il primo italiano sul gradino più alto del podio della Grande Boucle dai tempi dell’impresa di Marco Pantani nel 1998 e ad oggi anche l’ultimo. Nel 2016 bissa la vittoria al Giro d’Italia grazie a una bellissima rimonta nelle ultime tappe, che lo consacra ai vertici mondiali dello sport su due ruote.

E nel 2018, con l’attacco vincente sul Poggio alla Milano-Sanremo, ha ribadito la sua versatilità, diventando uno dei pochi capaci di vincere sia le corse a tappe che le grandi classiche monumento. Nibali è stato uno dei maggiori interpreti dei grandi giri per un decennio e anche i pronostici gli hanno sempre riservato tanta attenzione. È stato senza dubbio uno dei protagonisti anche nelle scommesse sul ciclismo del suo periodo, come tutti i grandi campioni. Nel 2022 ha smesso di correre, ma le sue imprese restano scolpite nella memoria collettiva degli appassionati di sport.
Giovanni Visconti.
Se da una parte Nibali è stato il dominatore italiano recente dei grandi giri, dall’altra c’è Giovanni Visconti, che ha saputo distinguersi come ciclista polivalente e in grado di costruire una carriera di alto livello, raggiungendo tanti successi attraverso l’allenamento e i sacrifici. Visconti è nato a Torino nel 1983 ma è praticamente siciliano d’adozione, in quanto cresciuto a Palermo, e ha iniziato la sua carriera da giovanissimo conquistando diversi titoli già da dilettante. Nel 2003, infatti, riuscì a laurearsi campione europeo Under 23 ad Atene e campione italiano della stessa categoria, risultati che lo fecero emergere come una delle promesse più interessanti del movimento ciclistico azzurro.

Il debutto tra i professionisti arriva nel 2005 ed è l’inizio di un percorso di alti e bassi, in cui alterna momenti da grande protagonista a fasi di calo, nelle quali resta nell’ombra dei grandi campioni. Ha vestito per tre volte la maglia di campione italiano in linea, un riconoscimento che testimonia il suo valore e la sua costanza, ma va sottolineata anche la conquista per tre anni consecutivi della classifica individuale dell’UCI Europe Tour, segno della sua continuità di rendimento nelle corse di calendario internazionale.
Tra i suoi successi più belli figura il dominio all’Österreich-Rundfahrt del 2018, dove conquistò tre tappe e la classifica a punti. Proprio come Nibali, anche lui si ritira nel 2022, dimostrandosi un esempio di professionalità. Il suo legame con Vincenzo si è rafforzato a partire dal 2017, quando entrambi hanno corso per la Bahrain-Merida. In quell’occasione Visconti ha spesso lavorato come prezioso uomo squadra al servizio dello “Squalo”, ma non ha mancato di ritagliarsi soddisfazioni personali, come la vittoria al Giro dell’Emilia, ottenuta con un attacco solitario che lo vide tagliare il traguardo davanti allo stesso Nibali, in una giornata che divenne un trionfo per il ciclismo siciliano.





