E adesso servirà soltanto vincere. Lo 0-0 contro il Foggia, nella gara d’andata dei playout, obbliga il Messina a cercare l’impresa sabato prossimo allo “Zaccheria” per mantenere, almeno sul campo, il patrimonio della serie C. Lo scorso 19 aprile, all’esordio in panchina di Gatto, i giallorossi riuscirono ad imporsi in terra pugliese per 1-2 grazie ad una doppietta di Luciani. Questa volta la posta in palio sarà superiore e il clima, se possibile, ancora più caldo.

In gara-1, davanti ad un’eccezionale cornice di pubblico (ben oltre 7.000 le presenze), Buchel e compagni sono apparsi bloccati dalla tensione soprattutto nella fase iniziale del match. Poca lucidità, troppi errori nell’ultimo passaggio e tanta frenesia. Nella ripresa, quando le squadre si sono allungate, i peloritani hanno sfiorato la rete con il colpo di testa del neo entrato Dell’Aquila su cross di Crimi e poi soprattutto con Luciani, che dopo l’incredibile score di dieci centri in sette partite, si è inceppato proprio sul più bello, rimanendo a secco nell’appuntamento cruciale.
La punta proveniente dal Frosinone ha sparato a lato, a tu per tu con Perina, sull’assist dello sgusciante ex Pro Vercelli, gettando alle ortiche la migliore occasione dell’incontro. Giù di tono anche Petrucci, condizionato dall’infortunio al setto nasale nonostante la scelta di rinunciare alla maschera protettiva, Garofalo, lontano parente di quello ammirato da prezioso assist-man nelle ultime uscite, e Tordini, che ha sciupato un favorevole contropiede quattro contro tre con un’apertura da dimenticare.

Per cambiare l’inerzia Gatto ha speso soltanto tre delle cinque sostituzioni possibili, regalando uno scampolo a Costantino e Chiarella, ma preferendo non inserire i vari Pedicillo, Vicario e De Sena. Dopo cinque gare consecutive nelle quali il Messina aveva sempre trovato la via del gol, collezionando quattro vittorie, questo pareggio a reti bianche implicherà di dover andare a caccia di un unico risultato allo “Zaccheria”, la vittoria, per evitare la retrocessione. Anche un pareggio garantirebbe la permanenza al Foggia, per il miglior piazzamento in campionato.
Al termine della sfida del “Franco Scoglio”, comunque vada a finire sabato, il pubblico ha voluto tributare ai giocatori un giusto applauso per la lunga rincorsa e il massimo impegno profuso in un clima di totale incertezza a causa di una società fantasma, il -4 in classifica e gli stipendi non pagati. Viceversa ha approcciato meglio al match il Foggia che, smaltite le scorie di un pessimo finale di regular season che ha fatto sprofondare i “satanelli” in zona playout, con tanto di cambio in panchina da Zauri a Gentile, oltre ad un caos societario parallelo a quello vissuto in riva allo Stretto, si è evidentemente ricompattato nella marcia di avvicinamento agli spareggi per la salvezza.

Zunno e soci hanno sfruttato il maggiore tasso tecnico complessivo, con la coppia d’attacco formata da Sarr e Touho, mix tra fisicità e dinamismo, a tenere in costante apprensione la retroguardia di casa, guidata da un ottimo Gelli. Krapikas si è superato sul tiro ravvicinato del senegalese, rispondendo presente anche in occasione del tentativo dell’altro ex, Emmausso, subentrato nel corso del secondo tempo e beccato sonoramente dai tifosi giallorossi.
I supporters peloritani non saranno a Foggia per l’ormai consueto divieto di trasferta. Lo sforzo economico del Comune consentirà di seguire anche la seconda sfida al “Franco Scoglio”, in diretta televisiva, su un maxi-schermo, con accesso allo stadio a titolo gratuito. Non ci sarà il calore di sabato scorso ma il Messina giocherà in Puglia con la consapevolezza del supporto (a distanza) di tantissimi appassionati e forse con qualche pressione in meno rispetto a quelle dell’andata, in cui Crimi e compagni sono apparsi a tratti irriconoscibili. Inevitabile conseguenza dell’importanza vitale del match. L’impressione è che soltanto la salvezza sul campo potrebbe cambiare anche i destini societari di un Messina, chiamato per gli ultimi 90′ a riscoprirsi più spregiudicato.





