Gentile: “Tutta Foggia deve raggiungere l’obiettivo. Giocheremo per vincere”

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Un foggiano doc, Antonio Gentile, per guidare il Foggia nei playout, dopo aver ereditato la panchina e con essa la patata bollente da Luciano Zauri, esonerato proprio a seguito della sconfitta alla penultima giornata con il Messina. In vista del match d’andata al “Franco Scoglio”, il tecnico rossonero descrive il momento in conferenza stampa: “La squadra è carica, non ci sono alternative. Inutile fossilizzarsi su dettagli che potrebbero compensare o meno la situazione. I problemi sono ovvi ed evidenti, non bisogna girarci intorno. La squadra è arrivata ad un punto di non ritorno e non ha altra alternativa che spingere”.

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I tifosi del Foggia (foto Saverio Aprile)

Sui fattori della doppia sfida che vale la salvezza in C: “Saranno due partite secondo me uguali, anche perché non si possono fare previsioni o calcoli. È la finale, va giocata come se fosse l’ultima partita, al ritorno sarà lo stesso. Non ci saranno Danzi e Vezzoni infortunati, Camigliano e De Lucia squalificati. Rientrano Mazzocco e Santaniello, nonostante i problemi fisici. Molti hanno dato la loro disponibilità, anche in condizioni fisiche non ottimali. Anche chi giocherà soltanto un minuto dovrà dare il massimo”. Entrambe si giocano tutto cercando di essere più forti anche delle difficoltà, leggasi società assenti. Ad accomunarle il mancato pagamento delle spettanze alla scadenza dello scorso 16 aprile, con i peloritani che dovevano già scontare il -4 in classifica.

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I calciatori del Foggia (foto Saverio Aprile)

Gentile, che al debutto (0-0 a Picerno) non è riuscito ad evitare la coda degli spareggi, fa il paragone con il Messina, giunto ai playout dopo quattro vittorie in cinque gare: “A Messina sono carichi, tutti stanno lavorando per sostenere la squadra, ma vivono una situazione simile alla nostra. A Foggia dobbiamo fare la stessa cosa, cercando di raggiungere l’obiettivo tutti insieme. Bisogna avere orgoglio a titolo personale e trovare le motivazioni. Quando giochi in certe piazze importanti come Messina, dove l’entusiasmo sarà a mille, bisogna mettere tutto quello che si ha dentro. Troveremo un Messina aggressivo, spinto dalla propria città, cercheranno il risultato a tutti i costi. Hanno buone individualità, ma anche noi abbiamo le nostre armi. Andremo a giocare a viso aperto e per vincere perché se andremo per limitare i danni non va bene”.

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Orlando fa festa dopo il pareggio (foto Federico Antonellis)

Infine si rivolge ai suoi calciatori, formulando un vero e proprio appello: “Se manca la società e questo non ti sta bene devi andare a casa e non giochi, vai dall’allenatore a dirgli che non te la senti. Fino a prova contraria per il fatto dei pagamenti tutto è ancora in essere, non si perderà nulla essendoci la fideiussione. Se si pensa al lato economico bisogna riflettere che quei soldi alla fine verranno presi, altrimenti se uno non ha più un euro deve andare al bar a lavorare la mattina e poi a giocare. Se si è scelto di fare questa vita, che non ha imposto nessuno, guadagni pochissimo e hai tre figli c’è qualcosa che non va”. 

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