Doveva essere un’annata di transizione, si è rivelata la migliore della recente storia della Nebros. La mancata disputa dei playoff, per il distacco superiore ai nove punti dal Modica secondo, non sposta di un centimetro il giudizio positivo sulla stagione di una squadra partita con l’ambizione di una salvezza tranquilla, che partita dopo partita ha dimostrato di essere più grande del previsto.

Il quinto posto e i 51 punti finali sono un traguardo storico ma meritato, perché nessuno ha regalato nulla ad una squadra giovane ma non inesperta, con tanti elementi tra i 21 e i 24 anni arrivati quarto anno di Eccellenza. I soli 25 gol segnati (la metà del Palazzolo arrivato a metà classifica) e la seconda migliore difesa del torneo con appena 18 gol al passivo la dicono lunga sul cinismo di un gruppo solido e sempre più maturo.
Inevitabile la soddisfazione del direttore sportivo Giovanni Scaffidi: “Abbiamo giocato un campionato davvero straordinario e sovvertito i pronostici di chi alla vigilia ci dava come probabili retrocessi o comunque in lotta nei playout. Noi invece abbiamo sempre avuto sensazioni positive e pensato di avere compiuto scelte corrette. Il campo ci ha dato ragione. La stagione ci deve riempire di orgoglio perché questi risultati sono arrivati tenendo fede ai nostri principi di valorizzazione delle risorse del territorio: la nostra rosa è composta da giocatori nati e cresciuti nel comprensorio”.

La Nebros di quest’anno si è rivelata una squadra anagraficamente giovane, ma per nulla inesperta: “Qui in Italia c’è la cattiva abitudine di associare l’aggettivo giovane ad inesperto e di giudicare tali giocatori di 21 o 22 anni che altrove vengono ritenuti già pronti. Se un atleta è forte può e deve giocare anche a 17 anni. Elementi come Giaimo o Sciotto, che sono cresciuti con noi, a 23 o 24 anni sono già alla quarta stagione nella categoria. Abbiamo creduto in Pontini, Di Vita o nel formidabile Di Gaetano, che in altre società non hanno avuto spazio o sono stati utilizzati soltanto quando rientravano tra gli under”.
Ma la grande scommessa vinta dalla Nebros è stata il tecnico Francesco Palmeri: “Siamo entrambi di Brolo, ci conosciamo da trent’anni, sapevo che è un tecnico molto preparato sotto l’aspetto tattico ma soprattutto sa creare dei grandi gruppi avendo doti umane importanti. Quindi per me non si trattava di una scommessa. In stagione abbiamo avuto una striscia di ben 13 risultati utili consecutivi, dalla quinta alla 27esima giornata abbiamo raccolto più punti di tutti. Risultati che fotografano un grande torneo”.

Il futuro per Scaffidi riparte proprio dal tecnico: “Posso dire che mister Palmeri resterà al suo posto. Vogliamo confermare molti elementi della rosa e siamo già al lavoro per questo, magari aggiungendo qualche elemento lì dove lo riteniamo opportuno. Ci piacerebbe compiere un ulteriore salto in avanti, senza perdere di vista la sostenibilità che ci ha contraddistinto sin qui. Possiamo affermare con orgoglio che siamo una società sana, senza pendenze, grazie all’oculato lavoro del direttore generale Dino Granata”.





