Un tempo in affanno, l’altro al trotto. Il Messina mostra chiari segnali di reazione

Tifosi del Messina e del Pescara all'Angelini di Chieti (foto Ciccio Saya)
Tifosi del Messina e del Pescara all'Angelini di Chieti (foto Ciccio Saya)

Le tifoserie del Messina e del Pescara, storicamente gemellate, presenti nel settore ospiti dell’Angelini di Chieti (foto Ciccio Saya)

Il secondo punto ottenuto in trasferta, grazie ad una ripresa giocata quasi interamente nella metà campo avversaria, non riesce a far sorridere del tutto il Messina. L’Angelini di Chieti resta tabù per i giallorossi, mai vittoriosi in nove gare disputate in Abruzzo. La prestazione offerta dalla squadra di Catalano nel primo tempo, nel quale l’assoluto protagonista era stato il portiere Lagomarsini, strepitoso in un paio di circostanze e trafitto soltanto su calcio di rigore da Guidone, aveva fatto davvero temere il peggio, con una nuova battuta d’arresto esterna dopo Castel Rigone ed Aversa che sembrava materializzarsi.

Nel 3-5-2 riproposto dal tecnico, con le novità De Bode a rilevare lo squalificato Silvestri nel pacchetto arretrato e la coppia ChiariaFerreira in avanti, sono apparsi in difficoltà soprattutto gli argentini Piovi e Scoponi. Il primo, ammonito in avvio, ha anche rischiato di finire anzitempo negli spogliatoi, mentre il secondo ha commesso la clamorosa ingenuità che ha originato il penalty in favore dei neroverdi. Bucolo e Guadalupi in mezzo, inoltre, hanno faticato oltremodo a contenere l’impeto di un Chieti che ha speso inizialmente tantissimo. Di fatto il solo Ferreira, con una fiammata, è stato in grado di impensierire Robertiello.

Uno dei tanti interventi provvidenziali di Ettore Lagomarsini (foto Paolo Furrer)

Uno dei tanti interventi provvidenziali di Ettore Lagomarsini (foto Paolo Furrer)

Tutt’altra musica nei secondi 45’, quando il Messina, sotto di un gol, è tornato in campo con Quintoni e Corona (risparmiato anche per via della pendente diffida) in luogo dei due argentini. Il pari siglato da Chiaria, a 9’ dal termine, è apparso così la logica conseguenza di una ripresa affrontata con ben altro piglio, creando occasioni in serie e mettendo sotto la formazione di Di Meo. Per l’attaccante di Cernusco sul Naviglio, che ha sfruttato il suo innegabile fiuto del gol, è stata la seconda marcatura del torneo (l’altra sempre in trasferta a Santa Croce sull’Arno contro il Tuttocuoio), terza stagionale considerando la Coppa Italia (e la rete decisiva con il Catanzaro).

Pareggiati i conti il Messina ha cercato in tutti i modi di vincere la partita, fermandosi a undici metri dall’obiettivo. Il rigore accordato per un fallo su Ferreira sembrava spalancare le porte per il primo blitz esterno del campionato, utile a mettersi definitivamente alle spalle il periodo nero. Corona, invece, si è fatto ipnotizzare da Robertiello, che ha intuito le intenzioni dell’ex Juve Stabia respingendo la conclusione. “Re Giorgio”, che ha siglato fin qui metà delle reti messe a segno della squadra (appena 6, peggio hanno fatto soltanto Arzanese e Ischia), aveva fallito dal dischetto in altre quattro occasioni dal momento del suo ritorno in riva allo Stretto.

L'argentino Cuervo Lucas Ezequiel Piovi in azione a Chieti (foto Paolo Furrer)

L’argentino Cuervo Lucas Ezequiel Piovi in azione a Chieti (foto Paolo Furrer)

Nel 2011-12, all’errore commesso contro l’Acri (gara persa per 2-1 dal Messina), seguì quello nel ko casalingo con il Marsala (1-3). Quindi la sfera calciata a lato in Messina-Licata del 2012-13, match in cui Corona si fece immediatamente perdonare, sbloccando le marcature del confronto che terminò sul 4-1. Un altro errore è relativo alla serie finale dei tiri dal dischetto in Messina-Hinterreggio della Coppa Italia di Serie D nell’agosto 2011, quando i giallorossi riuscirono comunque a centrare il passaggio del turno.

Il presente dice di una squadra attualmente penultima in classifica, appaiata al Gavorrano, e con alle porte la sfida contro la capolista Cosenza (mancherà De Bode, espulso per un’entrataccia negli istanti finali a Chieti), che vanta dodici lunghezze in più su Ignoffo e compagni. Un’enormità, ripensando alla festa della virtuale promozione andata in scena lo scorso 21 aprile, quando il Messina mantenne a distanza proprio i calabresi, pareggiando 0-0 al San Filippo e costringendo di fatto il club silano a vivere un’estate di passione, confidando nel ripescaggio che si è poi concretizzato. Rimasto invariato il distacco di quattro punti dall’ottavo posto, ultimo utile per agguantare direttamente la Lega Pro unica, occorrerà ripartire dalla ripresa dell’Angelini, limitando gli errori e giocando senza paura sin dal 1′. L’avversario è il peggiore che potesse capitare, ma la vittoria in casa Messina manca ormai da troppo tempo.

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