Sussi: “L’Orlandina è un patrimonio di tutti. Serve unione per salvare l’A2”

Orlandina BasketKing e Poser a colloquio (foto Carmen Spina)

Arriva il nono successo stagionale per l’Orlandina, quello più ininfluente ai fini della classifica. La tredicesima posizione schiude le porte del playout contro Nardò con lo svantaggio del fattore campo ma l’analisi di coach David Sussi inizia dal match giocato contro la retrocessa Fabriano: “Abbiamo concluso la regular season superando una Fabriano scarica di motivazione e giunta in Sicilia con un roster ridotto. Vanno dati loro i giusti meriti perché sono stati a lungo in partita in una gara non semplice per ovvie ragioni. Per noi era importante vincere per arrivare carichi ai playout, adesso ci attende  una serie secca che sarà decisiva per il nostro futuro. L’inizio del match non è stato ideale ma pian piano stiamo lavorando per ritrovare qui concetti che ci serviranno per arrivare carichi a queste partite. Servirà trovare la necessaria carica sia per la squadra ma anche per l’ambiente perché oggi non bisogna pensare ai nostri vecchi fasti del passato ma a contare è l’attualità e salvare questa squadra patrimonio dell’intera regione”. 

Orlandina Basket

Per Sussi la seconda vittoria dopo la promozione a capo allenatore

Argomento clou è la serie salvezza al meglio delle cinque partite che scatta da domenica prossima e dovrà far convergere l’attenzione di tutti gli appassionati di basket che hanno a cuore le sorti del club paladino e già in passato hanno dimostrato vicinanza: “Riusciremo a salvarci soltanto se tutte le componenti saranno assieme, ovvero staff, club, pubblico e giocatori. Chi ama l’Orlandina deve starci vicino, ricordo ad esempio negli anni i tanti appassionati che arrivavano da Catania, Messina o Milazzo. In questo momento dobbiamo sentire come grande compito e missione salvate questa squadra”. 

Orlandina Basket

Vecerina si carica prima del via (foto Carmen Spina)

Fuori uno dei giovani più produttivi della squadra ma l’allenatore chiede al proprio gruppo di saper cogliere anche da questo aspetto negativo le ulteriori motivazioni da gettare in campo in uno scontro dentro-fuori: “Era la prima gara senza Reggiani, il suo infortunio per noi è stato scioccante. Gli saremo sempre vicini fino a quando, e spero presto, tornerà con noi a giocare. Dobbiamo avere tutti la sua energia e l’entusiasmo che mette sempre in campo, quella stessa carica che dobbiamo trasmettere a chi sta attorno a noi domenica e venerdì quando torneremo qui per gara tre. Infatti ci apprestiamo a una serie molto dura contro una squadra come Nardò dotata di grande talento tecnico. Noi però metteremo il nostro valore e anche qualcosa in più che alle volte sfugge per vincere una serie playout con campo a sfavore e rimanere in A2″.