Slitta la fumata bianca. Gerace: “Venerdì la risposta definitiva. Siamo ottimisti”

Gli imprenditori calabresi Giuseppe Marcianò e Pasquale Gerace (foto Alessandro Denaro)

Se fosse una soap opera, paragonabile al celebre “Un posto al sole”, avrebbe già fatto impazzire il suo pubblico, attaccandolo agli schermi televisivi, in attesa del successivo colpo di scena. Invece l’infinita saga societaria del Messina, che non ha mai ritrovato solidità dal 2009 ad oggi, sta sfiancando anche i tifosi più fedeli. Gli spalti del “Franco Scoglio” restano semivuoti e l’atteso rilancio del pallone cittadino sulla carta e nei buoni propositi.

Pasquale Gerace

Un primo piano del presidente in pectore Pasquale Gerace

Dopo nove mesi non si è ancora arrivati alla parola fine, nonostante i quattro accordi sottoscritti a gennaio. Dopo il flirt, poi interrotto, con l’imprenditore ennese Franco Proto, l’ammiccamento con l’avvocato campano Angelo Massone, e l’intesa di massima con Domenico Gallina ed Ezio Ruvolo, che restano peraltro interessati ad investire nell’ACR, il dado sembra ormai tratto con la stipula di un preliminare di cessione con gli imprenditori calabresi Pasquale Gerace e Giuseppe Marcianò. I due si sono assicurati un diritto di opzione sul pacchetto di maggioranza del club, da esercitare entro otto giorni. Un termine che decade in queste ore. Ai nostri microfoni, Pasquale Gerace si mostra comunque fiducioso: “Oggi scadevano i termini relativi alla nostra offerta d’acquisto, ma confidiamo comunque di concludere l’operazione venerdì prossimo. La controparte è stata contattata da un nostro intermediario. Ci siamo semplicemente dati altri due giorni di tempo per valutare gli ultimi dettagli. Restiamo ottimisti sulla definizione dell’accordo. Il tutto sta procedendo bene”.

Pietro Gugliotta

L’amministratore delegato Pietro Gugliotta ha ottenuto la nuova fideissuone

L’auspicio è che si tratti davvero dell’ultimo rinvio, anche perché entro metà febbraio andrà saldato l’ultimo bimestre di dicembre e gennaio ai tesserati (stipendi e contributi) e nel caso di una famigerata fumata nera il club dovrebbe fare affidamento ancora una volta sui soci di minoranza, Gugliotta, Gallina e Micali, che hanno già predisposto e finanziato la fideiussione richiesta dalla Lega Pro. Improbabile invece un impegno economico di Natale Stracuzzi o Piero Oliveri, soprattutto dopo le polemiche dimissioni del massimo dirigente, che ha sbattuto la porta dopo il burrascoso finale del mercato invernale.

La squadra intanto si alterna tra i terreni del “Franco Scoglio” e del “Celeste”: il primo va però preservato per gli impegni di campionato, il secondo è in condizioni ormai precarie e dovrà essere riseminato a fine stagione. Le soluzioni alternative, rappresentate dalle strutture di Villafranca e Ritiro, saranno disponibili probabilmente solo a schiarita societaria avvenuta. Lo staff capitanato da Cristiano Lucarelli, chiamato all’ennesima impresa nello scontro salvezza di sabato con il rinato Catanzaro dopo le confortanti prove con Juve Stabia e Foggia, spera si tratti davvero dell’ultima settimana di sofferenza.

Natale Stracuzzi

Il presidente del Messina Natale Stracuzzi

L’attuale proprietà intanto non ha ignorato l’ultimatum giunto da Roma, da Angelo Massone, che ha minacciato una diffida ai soci in assenza di risposte successive all’accordo preliminare stipulato nelle scorse settimane. È stata quindi trasmessa ai referenti del legale campano tutta la documentazione contabile richiesta. Cade così ogni possibile alibi, nonostante la tifoseria giallorossa abbia già manifestato il suo netto dissenso per questo “piano B”. Non resta allora che aggrapparsi alle parole di Gerace, nella speranza che il Messina possa così ritrovare davvero “Un posto al sole”.

The following two tabs change content below.

Commenta su Facebook

commenti