Rocca, dopo Ninni sarà la volta di Ciccio? Mister Palmeri sulla graticola – Il punto di Pintus

Il Rocca di Caprileone ha rimediato domenica la sesta sconfitta consecutiva

Ho letto e riletto più volte l’ultimo comunicato del Rocca di Caprileone. Credetemi, l’ho fatto davvero con attenzione. A distanza di giorni ho ripreso la mail per verificare. Era sempre lo stesso. Alla fine, mi sono dovuto arrendere all’evidenza: il Rocca ha messo fuori rosa il giocatore Antonino “Ninni” Carrello.
Tutto vero – me lo ricorda anche un titolo di quotidiano di qualche tempo fa – quindi non mi sono sbagliato. Rileggo: “la dirigenza dell’USD Rocca di Caprileone, di comune accordo con l’allenatore Francesco Palmeri, ha deciso di mettere fuori rosa il calciatore Ninni Carrello per motivi disciplinari.…”. Ecco, il comunicato arriva nuovamente in mio soccorso: Ninni, così lo chiamano tutti, l’ha combinata grossa.

Città di S.Agata

Ninni Carrello è ha firmato per il Rocca di Caprileone negli ultimi giorni di calciomercato

Posto che la società avrà tutti i buoni motivi per prendere questa decisione, in un altro momento sarebbe stato più facile assorbire l’effetto di questo provvedimento. Adesso però, dopo la quinta sconfitta in fila rimediata in casa contro il Rosolini, la classifica non è proprio felice, penso. Così a distanza di qualche giorno, incontro nell’isola pedonale di Capo d’Orlando il “reietto”. Mi si avvicina e con la sua faccina pulita educatamente mi saluta. La curiosità mi fa saltare i convenevoli, la domanda sorge subito spontanea: “Ninni, cos’hai combinato?”. “Ho fatto a botte con un compagno – risponde lui -. Con il Rocca ho chiuso, ritorno alla mia squadra in Serie D (la Folgore Caratese, formazione brianzola che è anche società satellite del Novara, ndc)”. Sorpreso, sbalordito da tanta schiettezza, lo abbraccio e gli sussurro “in bocca al lupo”.
Ripenso al comunicato. Beh, le cose, viste da una e dall’altra parte, hanno letture diverse. Cosa sarà veramente successo lo sanno solo i diretti interessati: le versioni per il momento restano discordanti. All’improvviso mi ritornano in mente le parole di un grande uomo (e di un ineguagliabile presidente): il dottore Saverio Collica. “I panni sporchi si lavano in famiglia”, diceva, quando doveva fronteggiare emergenze simili. “Vedrai che tra qualche giorno si sistema tutto”, aggiungeva lo storico patron dell’Orlandina dei tempi che furono. Ovviamente “il dottore” – era così che lo chiamavano tutti – sapeva già come sarebbe andata a finire. Certo, in quei giorni la sua farmacia era presa d’assalto: magazzinieri, tifosi, dirigenti, tecnici e ovviamente giocatori. Tutti a chiedere cosa era successo. Il dottore – impassibile – ascoltava e ribadiva: “tranquilli, il tempo sistemerà tutto”.
Adesso mi scusi, caro dottore, se l’ho scomodata però credo che l’esempio ci stia tutto. Ora, non credo che a Rocca siano dei kamikaze, né che il pacato Ciccio Palmeri, abbia perso il suo proverbiale aplomb. Ma il fatto era così grave da non poter trovare una soluzione? Il comunicato era indispensabile? Rendere pubblica una sospensione, un quasi divorzio, a chi farà più male?

Palmeri

Alla ricerca di un nuovo capro espiatorio: il Rocca deciderà questa mattina se esonerare Francesco Palmeri

Riordino le idee. Ci penso ancora un po’. A Rocca è consuetudine affidarsi a comunicati, scrivere sui social, gridare tutto ai quattro venti. Lavoro per il cronista, mi dico, meglio così. Però un momento: sono ancora penultimi in classifica, il campionato sta andando malissimo ed è dal 16 ottobre che non si raccoglie un solo punto. Forse sarà anche “colpa” di quella stessa dea bendata che in precedenza, vedi la scorsa stagione, è stata tanto benevola da permettere ai biancazzurri di chiudere con uno splendido secondo posto in classifica. E ora, a chi giova questa confusione? Perché alzare questo polverone?
Palmeri, tecnico fortemente voluto in estate e nuovo per la categoria, sta facendo le classiche “nozze con i fichi secchi”. La rosa di giocatori non è certo ampia ed ha evidenti lacune nei ruoli chiave, lo sanno anche i muri perimetrali del “Nuovo Comunale“. Certamente, la squadra è stata costruita in modo parsimonioso, cioè spendendo pochissimo. Bravo chi ci ha lavorato notte e giorno, senza perdere di vista il bilancio per cercare di recuperare qualche “danno” commesso in precedenza. Ma, che questo organico avrebbe faticato a raggiugere la salvezza era chiaro a tutti: addetti ai lavori e non, competenti e principianti.
Possibile che proprio i lungimiranti dirigenti dell’USD Rocca la pensassero in modo diverso? Perché pare che si stia cercando a tutti i costi un capro espiatorio, per mascherare colpe ed errori.
Dopo Ninni, sará la volta di Ciccio? #tobecontinued

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Salvatore Pintaudi

Salvatore Pintaudi

Giornalista professionista con esperienze nel mondo della TV e della carta stampata, scrive di calcio e basket per la Gazzetta dello Sport e La Sicilia. Cura per Messina Sportiva "Il punto di Pintus".

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