Rigettato il ricorso del Messina: validi i contratti di Criscuolo e Malafronte

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Il Tribunale Federale Nazionale – Sezione Tesseramenti ha rigettato il ricorso presentato dall’ACR Messina contro l’ex allenatore in seconda Vincenzo Criscuolo, il preparatore atletico Salvatore Malafronte e la Lega Pro. Un reclamo nel quale il club siciliano contestava la validità dei pregressi accordi economici. Ma l’organo giudicante ha dato ragione agli ex collaboratori di Gianluca Grassadonia ed al loro legale Ignazio Leo.

Lo Monaco, Grassadonia

Lo Monaco, Grassadonia ed i suoi collaboratori Criscuolo e Malafronte

La società presieduta da Pietro Lo Monaco aveva infatti stipulato un contratto di natura pluriennale con l’attuale tecnico della Paganese, che ha visto così decadere ogni precedente accordo con l’ACR Messina, e con i suoi assistenti. Essendo rimasti ancora senza squadra, Criscuolo e Malafronte hanno chiesto ed ottenuto il riconoscimento della validità dei loro contratti. La retrocessione tra i Dilettanti, maturata sul campo, avrebbe comportato il loro svincolo automatico mentre la riammissione in Lega Pro, maturata in extremis a fine agosto, ha paradossalmente scongiurato questa possibilità.

La beffa per il club presieduto da Natale Stracuzzi è che adesso vengono ritenuti validi sia i contratti di Arturo Di Napoli e dei suoi collaboratori, stipulati dalla nuova proprietà, che quelli dei loro predecessori, ereditati dalla precedente gestione, con un ulteriore aggravio economico per le casse della società.

Gli avvocati Ignazio Leo e Giovanni Villari nei locali della FIGC in via Campania

Gli avvocati Ignazio Leo e Giovanni Villari assistono rispettivamente gli ex collaboratori di Grassadonia e l’ACR Messina

La decisione avversa all’ACR Messina è stata adottata dal presidente Guido Valori e dal suo vice Ferdinando Fanfani mentre i tre componenti del I^ Collegio erano gli avvocati Massimo Garzilli, Francesca Rinaldi ed Eugenio Maria Patroni Griffi. Il segretario Claudio Cresta, con la collaborazione di Adele Nunnari.

“Si tratta di un caso senza precedenti” ha commentato il legale messinese Giovanni Villari, al quale i siciliani hanno affidato la difesa delle loro ragioni. Prevista un’ulteriore appendice: “A questo punto è nostra intenzione richiedere un arbitrato per la risoluzione dei due contratti. Non appena conosceremo le motivazioni che hanno portato il Tribunale Federale a rigettare il nostro ricorso presenteremo appello”. È destino insomma che il Messina debba rivolgere un occhio al campo ed uno alle aule giudiziarie.

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