Nigro: “Conosciamo bene l’ambiente, ad Aversa sarà una guerra”

Elio NigroElio Nigro in azione (foto Isolino)

Non è riuscito sin qui a dare al Messina l’apporto che avrebbe voluto, complici i tanti stop per infortunio. Ormai pienamente recuperato, Elio Nigro è un jolly prezioso, in grado di garantire al centrocampo quel fosforo che serve per invertire la rotta. Lo 0-0 con il Cosenza ha consentito di fermare a sei la striscia di sconfitte di fila, ma non è di certo quanto basta per uscire dalla crisi e migliorare una classifica divenuta preoccupante. “Non siamo soddisfatti perché volevamo vincere. All’inizio il rigore concesso al Cosenza ci ha condizionato, ma poi abbiamo avuto una buona reazione, creando qualche pericolo, pur non riuscendo a sfruttare le occasioni. C’è un po’ di rammarico, in quanto sapevamo l’importanza della partita, ma ora dobbiamo reagire, cercando di compattarci. Messi finalmente alle spalle infortuni e squalifiche possiamo essere più coesi e trovare una fisionomia di squadra che è mancata, non avendo mai avuto a disposizione la rosa al completo”.

Nigro stacca di testa

Nigro stacca di testa

In estate Pietro Lo Monaco ci aveva scherzato su, assicurando che Nigro avrebbe giocato un maggior numero di partite rispetto al cugino Maiorano, il quale lo ha preceduto in giallorosso. Per l’ex Ischia non è stato così, a causa di una buona dose di sfortuna. “Ci metterei la firma per fare come Stefano nella scorsa stagione, ma allora la rimonta iniziò molto prima. Putroppo ho accusato una ricaduta al ginocchio che mi ha costretto a restare fermo due mesi e mezzo e non è stato facile. Da due o tre settimane, però, mi alleno a pieno regime con la squadra ed il peggio è decisamente passato. Il possibile addio a gennaio ? Ebbi un colloquio con Lo Monaco nel quale feci valere la mia volontà di restare per dare alla squadra quello che non ero riuscito a fornire per via dell’infortunio”.

Il centrocampista Elio Nigro in azione

Il centrocampista Elio Nigro in azione

Nel 4-4-2 di Di Costanzo i compiti sono ovviamente diversi. “Qualcosa è cambiato. Quando si gioca con due mezzali si è più proiettati in avanti, ma si deve stare attenti anche in fase di copertura. Siamo comunque tutti giocatori esperti e possiamo adattarci ad interpretare i vari moduli”.

Ad Aversa sarà un autentico spareggio. Guardando la classifica a colpire è proprio la situazione del Messina. “Le attese di inizio stagione erano altre e nemmeno noi ci saremmo mai aspettati di ritrovarci in questa posizione di classifica. D’ora in avanti avremo tanti scontri diretti e dobbiamo risalire la china. Già da sabato, vincendo ad Aversa, potremmo proiettarci verso un altro finale di campionato. Ci aspetta una guerra, perchè conosciamo l’ambiente e l’impianto molto piccolo. La gara si deciderà sotto il piano emotivo e serviranno grinta e cattiveria”.

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