Nibali: “Roglic è forte ma ha qualche lacuna in salita. Il Giro è apertissimo”

Vincenzo NibaliOttava partecipazione al Giro per Vincenzo Nibali (foto Ansa)

Da due anni un francese non trionfava in una tappa del Giro d’Italia di ciclismo. L’ultimo era stato Thibaut Pinot, ad Asiago, il 27 maggio 2017. Martedì il digiuno dei transalpini è stato interrotto da Arnaud Demare, con uno sprint secco e potente, sebbene condizionato da un capitombolo a circa 600 metri dal traguardo che ha coinvolto la maglia ciclamino di Pascal Ackermann.

Valerio Conti ha collezionato un altro giorno con la maglia rosa addosso, dopo essersela presa il 16 maggio a San Giovanni Rotondo. A fare rumore l’ennesimo secondo posto di Elia Viviani, che non riesce più a vincere. Il veronese avrebbe potuto firmare il primo successo, invece ancora una volta è stato fulminato proprio a pochi metri della linea d’arrivo. Mercoledì ci riproverà in una tappa-fotocopia, sui 221 chilometri che collegano l’Emilia al Piemonte, da Carpi a Novi Ligure.

Demare

Demare ha rotto un digiuno che per la Francia durava da due anni

Nel frattempo, uno dei candidati al successo finale, il messinese Vincenzo Nibali, ha lanciato la sfida l rivale più accreditato, Primoz Roglic, già vincitore di due tappe: “Me lo aspettavo così forte, del resto lo aveva dimostrato già al Romandia. È arrivato qui al 100%, era normale che andasse così. Poi le crono sono dalla sua parte. Qualche volta ha dimostrato di avere piccole lacune in salita, bisognerà vedere se sono state colmate”. 

Ai microfoni dell’Ansa, lo “squalo dello Stretto” ha rievocato i precedenti duelli con lo sloveno: “L’anno scorso al Lombardia ha attaccato per primo, poi è andato un po’ in crisi. Al Tour, quando sono caduto, mi ha aspettato, poi si è messo a ruota; nonostante il mio problema alla schiena, non mi diede mai un cambio. La crono è il terreno per lui, adesso può gestire la corsa. Tuttavia, chi ha perso più di me, anche alla luce della crono finale a Verona, dovrà muoversi in fretta per riguadagnare i secondi persi, aggiungendone altri a quelli che perderà nell’ultima sfida contro il tempo. Lo stesso vale anche per me. Il Giro è ancora apertissimo e possono accadere tante cose, come abbiamo visto l’anno scorso con Froome”.

Giro d'Italia

Uno spettatore a cavallo. Accade anche questo al Giro d’Italia

C’è tanta neve, intanto, sulle montagne del Gran Paradiso, dove venerdì arriverà una delle tappe più suggestive di questo Giro d’Italia, la 13esima, ovvero la Pinerolo-Ceresole Reale. Dall’inizio di maggio uomini e mezzi della Città Metropolitana di Torino sono al lavoro per sgomberare le strade su cui transiteranno i corridori e la carovana, con arrivo a quota 2247 metri, e i piazzali per i ‘paddock’ della corsa rosa. Nella stazione meteo dell’Arpa, l’Agenzia regionale per la protezione ambientale, del lago Agnel, nei pressi dell’arrivo di tappa, l’altezza della neve è di un metro e 81 centimetri; negli ultimi giorni ci sono state numerose nevicate, ma le strade sono sempre state sgomberate. In settimana sono previsti soltanto deboli rovesci e un aumento delle temperature, con rialzo dello zero termico a 3.100 metri di altitudine. Resta però incerto il meteo per il giorno della tappa, venerdì 24.

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