Minutoli: “I messinesi devono restare a casa. Preoccupano numeri da ospedali”

Massimo MinutoliL'assessore comunale alla protezione civile Massimo Minutoli (foto Normanno)

L’assessore alla Protezione Civile del comune di Messina Massimo Minutoli ha fatto il punto sull’emergenza coronavirus, dopo che in appena 24 ore i casi di contagio sono letteralmente raddoppiati in città, passando da 35 a 66: “L’attività della Polizia Municipale è incessante – ha assicurato ai microfoni del Tg Messina –. Si rileva purtroppo una certa superficialità da parte di alcuni cittadini che non hanno ben compreso la delicatezza del momento, che potrebbe avere risvolti veramente preoccupanti”.

Da qui un nuovo appello alla cittadinanza: “Non siamo affatto tranquilli e invitiamo la cittadinanza a rimanere in casa e rispettare le indicazioni arrivate da Governo, Regione e Comune, con le rispettive ordinanze. Stiamo rilevando una crescita costante di contagi e preoccupano i numeri che arrivano anche dalle strutture sanitarie. Ci auguriamo che contenendo al massimo i contatti tra i cittadini si possano arginare il prima possibile”.

Asp

L’Asp di Messina è chiamata a gestire una situazione molto delicata

A tenere banco è sempre il caso denunciato dal sindaco Cateno De Luca, quello di una comitiva di professionisti che dopo una vacanza a Madonna di Campiglio è rientrata in città nella prima settimana di marzo con un volo da Bergamo, non segnalando il ritorno all’Asp né mettendosi in auto-isolamento fiduciario per due settimane.

Sul tema Minutoli invoca un’ampia collaborazione: “Se ne dovrà occupare l’Azienda Sanitaria Provinciale, di concerto con i direttori sanitari e i responsabili delle varie strutture ospedaliere. I piani di intervento e i servizi di prevenzione e protezione di ogni singolo ospedale prevedono dei protocolli che impongono l’isolamento dei soggetti potenzialmente a rischio contagio, che a loro volta potrebbero avere esposto al virus gli altri visitatori. Bisogna attivare una catena di controlli che possa tranquillizzare i cittadini e in particolare chi potrebbe esserci entrato in contatto”.

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