Il Messina nell’occhio del ciclone. Ma la società si ritiene parte lesa

Micali, Stracuzzi e OliveriNino Micali, Natale Stracuzzi e Piero Oliveri, tre dei soci dell'ACR Messina

La sfida tra Messina e Paganese è diventata un caso nazionale. L’eco era inevitabile dopo la sospensione delle giocate da parte dei bookmakers, avvenuta già venerdì mattina, a 48 ore dal calcio d’inizio, la conferma delle puntate anomale da parte della Federbet e l’arrivo in Sicilia degli incaricati della Procura Federale, come era avvenuto anche in occasione della sfida con il Benevento. Questa volta peraltro lo zampino ce lo ha messo la sorte, se non si vuole mettere in dubbio la buona fede dei tesserati delle due formazioni.

Acampora

La disperazione del neo-entrato Acampora per la clamorosa autorete

Dopo due legni, alcuni interventi prodigiosi del portiere ospite, un rigore calciato alle stelle da Tavares ed un autogol degno delle compilation di “Mai dire Gol” sul campo è maturato proprio il 2-2 atteso dagli scommettitori che avevano puntato ingenti somme sul pareggio, sull’eventualità che entrambe avrebbero segnato ed infine che la “X” finale maturasse dopo il momentaneo vantaggio ospite all’intervallo.

La Figc ha inviato i suoi ispettori già domenica mattina nel ritiro della Paganese. Sono stati ascoltati, ironia della sorte, i due ex: il tecnico Gianluca Grassadonia, il portiere Vincenzo Marruocco, poi tra i migliori sul campo, ed il team manager Francesco Mortelliti. I tre hanno dovuto soltanto sottoscrivere i relativi verbali nel post-gara, quando sono stati ascoltati – è routine in questi casi – l’allenatore giallorosso Lello Di Napoli, il team manager Ciccio Alessandro ed il capitano Carmine Giorgione.

Giorgione e Marruocco

Giorgione e Marruocco sono due dei sei tesserati interrogati dalla Procura Federale

A dispetto di tutto il polverone che si è sollevato, con il video del clamoroso autogol di Piersilvio Acampora che ha già fatto il giro della Penisola, sia a Messina che a Pagani confidano in un’archiviazione del caso. Il danno d’immagine, ingente, resta. L’ACR Messina si ritiene parte lesa e di fronte alla notizia di una presunta combine si è già attivato. Trattandosi peraltro dell’ennesimo caso (dopo quelli relativi ai match con Benevento appunto, Caserta e Martina) sono state avviate attività di indagine, affidate al legale Giovanni Villari.

Il club intende capire se vi siano stati dei comportamenti scorretti ed in tal caso delle fughe di notizie che avrebbero agevolato gli scommettitori. Il presidente Natale Stracuzzi è pronto a presentare un esposto alla Procura della Repubblica. I continui scandali minano ovviamente la credibilità del sodalizio giallorosso, ricostruita faticosamente dopo un’annata da horror, e rischiano perfino di condizionare un campionato fin qui positivo. In società si ipotizza anche l’ingresso di Pasquale Leonardo, già dg dell’Acireale, affiancato a più riprese ai giallorossi in estate. La dirigenza sta vagliando quale ruolo affidargli: per lui si tratterebbe di un ritorno a distanza di qualche stagione. Terminata la tempesta, si prova a guardare oltre insomma. Basterà per chiudere il caso scommesse?

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