Il Messina invoca la svolta. Atteso l’incontro tra Stracuzzi e gli acquirenti

Gli imprenditori calabresi Giuseppe Marcianò e Pasquale Gerace (foto Alessandro Denaro)

Da ormai nove mesi il Messina è distratto dalle voci societarie. Il tecnico Cristiano Lucarelli, così come i suoi predecessori, ha cercato di concentrarsi soltanto sul campo, ma è evidente che dopo tante ipotesi suggestive, è attesa finalmente l’invocata fumata bianca. La cordata rappresentata da Pasquale Gerace e Giuseppe Marcianò, i due soci che dovrebbero rilevare il pacchetto di maggioranza, hanno confermato le loro intenzioni, dopo avere visionato nel dettaglio i documenti contabili trasmessi dal club e dopo alcuni sopralluoghi effettuati in città.

Marcianò, Gerace, Stracuzzi e Di Bartolo

Fondamentale è ovviamente la presenza del presidente uscente Natale Stracuzzi, rientrato nella notte tra sabato e domenica dalla Romania. Dovrà essere lui, insieme al socio Piero Oliveri, a cedere la quasi totalità delle quote in suo possesso, mantenendo soltanto il 18% del pacchetto complessivo. Anche gli imprenditori palermitani, Domenico Gallina e Ezio Ruvolo, sono pronti a formalizzare il loro impegno, al fianco dell’Antares e di Nino Micali, i soci di minoranza dell’ACR.

Una splendida veduta d’insieme della Curva Sud

In queste ore sono attesi i colloqui telefonici tra le parti. Già domani, martedì, potrebbe tenersi l’appuntamento dal notaio, a meno di ulteriori slittamenti. I potenziali acquirenti dovranno subito onorare svariati impegni economici. Vanno saldate alcune pendenze con il Comune per l’utilizzo degli impianti, con i dipendenti, che hanno ricevuto un anticipo nei giorni scorsi, e soprattutto con i calciatori. Entro metà dicembre, come imposto dalla Lega Pro, va onorata la scadenza relativa al bimestre di dicembre e gennaio. Poi si dovrebbe pensare soltanto al campo. E sarebbe già una svolta per un club che non ha mai trovato la serenità necessaria per pianificare un futuro più ambizioso, dal 2009 ad oggi, quando da una costola del FC dei Franza, dichiarato fallito dal Tribunale, nacque l’ACR 2.0. Riuscito almeno dopo un quinquennio a ritrovare il professionismo ma ancora distante anni luce da realtà come quelle di Foggia, Lecce, Matera o Castellammare, che non a caso si contendono il salto di categoria in B, programmando sulle scrivanie i risultati inseguiti sul campo.

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