L’Università nel segno della lotta alla violenza con Rula Jebreal e Patrick Zaki

Rula JebrealRula Jebreal all'inaugurazione dell'anno accademico

Si è svolta presso l’Aula Magna “Vittorio Ricevuto” al polo Papardo, la cerimonia di inaugurazione dell’Anno Accademico 2021-2022. Ospite dell’evento la giornalista e scrittrice Rula Jabreal, insignita del Dottorato honoris causa in Scienze politiche per il notevole contributo apportato contro la  disparità di genere, che ha sottolineato come “l’impegno per le donne sia una lotta per la pace, la democrazia e la giustizia. So che, durante l’emergenza Covid, una studentessa dell’Università di Messina è stata uccisa; anche la violenza contro le donne è una pandemia che persiste e necessita di un vaccino per essere estirpata. Il femminicidio continua a dilagare in tutto il mondo. Con più cultura, inclusione e dibattito si può innescare un cambio culturale rispetto al modo di guardare le donne e alla maniera di parlare di e con loro. Spero che la generazione di mia figlia possa essere migliore della mia. Spero che possano fermarsi le ostilità in Ucraina; siamo in un momento storico molto duro in cui l’invasione ha risvegliato le coscienze e, soprattutto, l’Unione Europea rispetto a ciò che sta accadendo. L’Ucraina è diventato un avamposto della lotta, credo che Putin sia, ormai, isolato, paranoico e non più razionale. La risposta europea delle sanzioni non è sufficiente, bisogna investire in difese e non essere più dipendenti dal gas russo. Vanno protetti i diritti umani e tagliati i ponti, politicamente e moralmente, con chi manifesta atteggiamenti dittatoriali”.

Patrick Zaki

L’intervento di Patrick Zaki

Ad inizio cerimonia un gradito fuori programma: il collegamento a sorpresa dall’Egitto di Patrick Zaki, lo studente in attesa di processo arrestato il 7 febbraio 2020. “È un grande piacere per me poter essere in collegamento con voi”. Nel corso del suo intervento, Patrick ha ringraziato non solo la ‘sua’ Università di Bologna, ma l’Ateneo di Messina e il Rettore per aver voluto la sua partecipazione, seppur virtuale, alla cerimonia. “Purtroppo – ha aggiunto – ci sono altre vicende simili alla mia, che non hanno riscosso la stessa eco. Si tratta di ragazzi e ragazze incarcerati per aver manifestato la loro libertà di espressione ed aver visto calpestati i loro diritti”.

A porgere i saluti istituzionali Maria Cristina Messa, Ministro dell’Università e della Ricerca: “Gli Atenei oggi più che mai sono chiamati a far sentire la loro voce che è quella della pace, della libertà, del confronto democratico e della solidarietà. Stiamo monitorando e coordinando tutte le attività che prevedono l’accoglienza e la solidarietà per il popolo ucraino, per il quale abbiamo stanziato 500mila euro. La nostra è una voce forte che vive della libertà delle idee e del confronto e questo dobbiamo farlo sempre di più”.

Rula Jebreal

La consegna della laurea honoris causa a Rula Jebreal

Il Rettore Salvatore Cuzzocrea ha rivolto un appello per la Pace e condannato fermamente la guerra e ogni tipo di azione che metta in pericolo la vita delle persone: “Desidero soprattutto ringraziare le donne e gli uomini della nostra comunità accademica e gli studenti per gli sforzi e i sacrifici che hanno dovuto sostenere, per via della fase pandemica apertasi a fine 2019, insieme alla governance d’Ateneo e agli Organi Collegiali che hanno dovuto compiere scelte difficili. Tuttavia credo che i risultati dimostrino come la nostra Università non solo abbia fatto fronte alle misure eccezionali a cui è stato sottoposto l’intero Paese, ma abbia migliorato sotto diversi aspetti le sue performance nei settori della didattica, della ricerca, dei servizi agli studenti, dell’edilizia residenziale, aumentando la sua capacità di attrarre studenti, ampliando il suo corpo docente con l’ingresso di nuovi professori e ricercatori, recuperando vecchi e nuovi spazi alla fruizione della comunità accademica”.

La laudatio è stata affidata a Luigi Chiara, ordinario di Storia contemporanea, che ha illustrato le tappe della prestigiosa carriera della neo-dottoressa e sottolineato l’attenzione che l’Ateneo rivolge alla parità di genere e al contrasto alla violenza esercitata sulle donne. “Sono i temi di cui particolarmente si è occupata la dottoressa Jebreal, che con fermezza, intelligenza, determinazione e competenza, da anni scrive dei diritti violati delle donne e della necessità di combattere ogni forma di violenza. Chiaro è il suo punto di vista sugli obiettivi di fondo da raggiungere. Argomenti su cui ogni persona di buon senso può convenire, ma che purtroppo ancora oggi non trovano il necessario riscontro anche nelle progredite e democratiche società occidentali”.

Università di Messina

Una folta rappresentanza della comunità studentesca

Chiara ha voluto ricordare Lorena Quaranta, la giovane studentessa di Medicina dell’Ateneo peloritano, vittima anch’essa di femminicidio e si è soffermato sulla tragedia delle donne afghane, i cui diritti appena acquisiti sono stati cancellati di colpo, dopo anni di lotte e di conquiste civili.

È intervenuta infine la studentessa Tamana Karimi. “Da studentessa proveniente dall’Afghanistan, immaginavo di avere molte difficoltà a vivere in Italia poiché non conosco bene la lingua e non sono pienamente consapevole della cultura locale, ma sin dal nostro arrivo, pur in una fase resa difficile dalla pandemia, l’International Student Office, si è presa cura di noi personalmente e ci ha aiutato molto. Sono davvero grata, in particolare al Magnifico Rettore e all’Università di Messina per averci dato l’opportunità di cambiare vita, di continuare gli studi e di avere creato un ambiente in cui possiamo crescere senza pregiudizi e condividere in sicurezza i nostri valori e opinioni”.

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