Lucarelli: “La squadra ha battuto un colpo, ora ci serve l’aiuto dei messinesi”

LucarelliPrima del calcio d'inizio, il tecnico del Messina Lucarelli riceve dal presidente del Lecce una maglia celebrativa

Cristiano Lucarelli può celebrare un successo chiave in ottica salvezza nella “sua” Lecce. “È un risultato pesante ed è stato difficile. Fino alla fine hanno provato a recuperare, come era giusto che fosse. Abbiamo approfittato di una leggera distrazione e della pigrizia che si può avere quando hai ormai raggiunto il tuo obiettivo. Ad ogni modo evitiamo i toni trionfalistici, la partita con il Cosenza va preparata con lo stesso atteggiamento feroce. Ed i meriti non sono miei, sul carro salgono a condividerli anche il mio staff e i tifosi”.

Milinkovic

Sfida tra numeri dieci: Milinkovic contro Lepore (foto SalentoSport)

Dopo l’inopinato ko casalingo con il Melfi, i peloritani hanno offerto l’attesa reazione. L’ex bomber del Livorno lo ha rimarcato ai microfoni di Radio Amore: “La squadra in un momento di difficoltà ha battuto un colpo, mostrando di avere gli attributi. Mi auguro a questo punto che anche i messinesi ci diano una mano, non ci bastano i soliti 2mila dello zoccolo duro. Devono spingerci ad un obiettivo che si sta facendo desiderare ma potrebbe essere più vicino dopo questa vittoria”.

Si è rivelato determinante il lavoro compiuto in settimana: “Ho insistito su testa, stomaco e fegato. Ho visto un grande Musacci, ma hanno fatto bene anche gli altri. Dobbiamo ringraziare Rea ed Anastasi, che non erano al meglio, e il rientrante De Vito. Avevamo trovato un assetto con il 4-3-1-2 e abbiamo dovuto giocoforza stravolgerlo per assenze cruciali, come quella di Foresta. È chiaro che se ti manca l’asse portante, carismatico e tattico, le prestazioni possano risentirne”.

Lecce

Il Lecce era reduce da sette vittorie casalinghe consecutive ma il Messina aveva maggiori motivazioni (foto SalentoSport)

Lucarelli è tornato anche sull’acceso post-partita con il Melfi: “Nel calcio basta fallire una partita e vieni aggredito e giudicato. Per noi quest’anno c’è stato poco di normale, ho cercato di tenerne fuori la squadra attaccando una parte dei giornalisti. Con il Catania invece avevo alzato la mano, dicendo che era colpa mia. Quando siamo lucidi centriamo l’obiettivo e penso anche alle gare con Fondi e Akragas, ma in alcuni casi è subentrata l’ansia. Con il Melfi non ci era mancato il coraggio, ma ci siamo smarriti alle prime difficoltà. Forse l’ho caricata troppo dal punto di vista motivazionale e quello ha inibito la squadra”.

Al “Via del Mare” una grande accoglienza per il tecnico e i suoi collaboratori Conticchio e Vanigli: “Una bella giornata per noi, contrariamente a quello che si dice nel calcio i ricordi hanno ancora un peso. Siamo stati in questa piazza quasi venti anni fa ma abbiamo dato tanto e non lo hanno dimenticato. D’altronde io do sempre il 101 per cento, anche a Messina”.

Lucarelli

La soddisfazione della panchina messinese (foto SalentoSport)

Nonostante i tre punti, la classifica resta delicata, anche in virtù dell’attesa penalizzazione di due punti: “Consideriamo che ne abbiamo già 40, quindi ce ne dovrebbero mancare ancora quattro, forse qualcuno meno se arrivano risultati positivi dagli altri campi”. Per il tecnico livornese non è il tempo dei rimpianti: “Ora sarebbe troppo facile dire che se Anastasi non si fosse infortunato parleremmo già di salvezza o magari anche di altro, ma non piangiamo sul latte versato”.

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