L’Acr Messina fa “mercato”: altri due consulenti per stilare il piano di rientro

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Il campo e la costruzione della nuova rosa continuano a non essere una priorità per l’Acr Messina, che dopo avere recuperato i corposi arretrati (ben undici mensilità tra stipendi, contributi fiscali e previdenziali) lavora adesso alla composizione negoziata della crisi.

Cicciari e Picciolo
Gli avvocati dell’Acr Messina Giuseppe Cicciari e Gianpiero Picciolo

Lo scorso 10 giugno il giudice delegato Carlo Daniele Madia ha concesso sessanta giorni di tempo. Il debitore, cioè l’Acr Messina, dovrà depositare quindi entro il 10 agosto “una proposta di concordato preventivo, con il piano attestato e/o accordo di ristrutturazione dei debiti e/o piano di ristrutturazione e/o transazione fiscale e/o qualsivoglia altro strumento previsto dalla Legge con la documentazione necessaria”. 

Da capire quale sarà la strada prescelta tra le varie opzioni sul tavolo. Il Tribunale fallimentare respinse l’eccezione di inammissibilità della Procura e accolse “il ricorso ex articolo 40 cc.ii. presentato dall’Acr Messina per il tramite degli avvocati Gianpiero Picciolo e Giuseppe Cicciari“. 

Pietro Sciotto
Pietro Sciotto è stato presidente del Messina dal 2017 al 2024

Nelle ultime ore è emerso che la società di Stefano Alaimo, ormai un “desaparecido” come Doudou Cissè, Alexandre Chateaux e l’Aad Invest Group, ha nominato altri due consulenti. Si tratterebbe di due noti studi commercialistici cittadini, chiamati evidentemente a stabilire i contorni del piano di rientro dal debito nelle prossime tre settimane.

Il socio di minoranza Pietro Sciotto ha saldato con un proprio finanziamento i corposi arretrati necessari per ottenere l’iscrizione in serie D, per la quale è arrivato anche il placet della Covisod. Adesso bisogna pianificare le mosse successive. La mole debitoria ereditata dai suoi otto anni di gestione potrà infatti essere ridotta in caso di accoglimento della composizione negoziata.

Società Cooperativa Calcio Messina
Nunzio Arrigo, Antonino Indaimo, Ezio Sindoni e Luigi Tinuzzo

Il nuovo codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza stabilisce infatti nuovi strumenti per la “regolazione” dei conti e l’Acr Messina ha l’opportunità di sfruttarli. Il club potrebbe recuperare un po’ di appetibilità anche se il tempo scorre e nel frattempo bisognerà allestire una squadra di livello, in grado di recuperare il pesante handicap di 14 punti in classifica, per mantenere almeno la categoria.

Il gruppo Peditto sembra fuori dai giochi, nonostante qualche tentativo di riallacciare le interlocuzioni arenatesi sul nodo fideiussione mentre la Società Cooperativa Calcio Messina, dopo la precedente nota dell’Acr, ha preso tempo prima di un’eventuale replica, anche perché l’operazione d’acquisto resta complicatissima, come la ricerca di potenziali acquirenti.

Acr Messina
Una formazione titolare del Messina (foto Andrea Rosito)

In attesa del nuovo ds e del tecnico e della rosa che dovrà essere ricostruita da zero (come tradizione pluriennale), i primi colpi di mercato estivi sono quindi due commercialisti, che affiancheranno i due legali già nominati. Quattro over di esperienza, per provare a chiudere il capitolo Tribunale. Poi si potrà pensare agli under. In D sono obbligatori un 2005, un 2006 e un 2007 nell’undici titolare. Ma è davvero troppo presto per pensarci.

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