Grande successo per la prima di Mathilde al Teatro Joppolo

Gianni Fortunato e Isabella Giacobbe (Foto Antonino Ferraro)

Il 24 aprile ha riscosso un grande successo la prima assoluta dello spettacolo “Mathilde” al Teatro Beniamino Joppolo di Patti. Il lavoro della compagnia teatrale “Santina Porcino”, inserito nel quadro della rassegna di teatro e musica “Scena Nuda 2014”, ha tagliato i nastri di partenza per la tournée prevista dal prossimo mese di maggio in poi. Mathilde è un’opera scritta nel 2003 da Veronique Olmi ed è stato messo in scena con la traduzione effettuata dal regista Michelangelo Maria Zanghì che ha sottolineato la convinzione della scelta vincente del testo, legato con le musiche di Chiara Pollicita e la bravura dell’interpretazione del cast composto da Gianni Fortunato Pisani e Isabella Giacobbe.

la locandina "Mathilde"

la locandina “Mathilde”

Nel dettaglio il regista ha voluto ribadire: “Si tratta di un rapporto tra due essere umani, in un’alternanza tra orribili accuse reciproche e momenti di dolcezza. Insomma, si tratta della vita: con Mathilde abbiamo portato la vita in teatro”. Sempre lo stesso Zanghì ha sottolineato: “E’ spettacolo estremamente brutale; il tema del tradimento è sempre difficile da affrontare in teatro poiché si rischia facilmente di cadere nella banalità. Eppure qui lo spettatore non è portato a schierarsi dalla parte del marito tradito, ma cerca quasi di comprendere, se non di giustificare, l’atto della protagonista. Anche per questo il mio lavoro di regista è stato davvero molto stimolante.” Nel dettaglio Veronique Olmi ha messo in primo piano la storia di Mathilde, ossia una scrittrice appena uscita di prigione, in cui era stata per una scandalosa relazione con un ragazzo di appena quattordici anni. Il marito di Mathilde, Pierre, è un uomo razionale e conformista che non riesce a capacitarsi del comportamento della moglie tanto da accoglierla, al suo ritorno, con distacco. Inizia così una convivenza durissima in cui i due coniugi con fatica riescono a parlarsi ed addirittura prendono gusto a ferirsi reciprocamente. Ma pian piano nasce in loro la volontà di verificare se le ferite ne loro amore possano ancora rimarginarsi. (di Pietro Fazio)

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