Gabriele: “Ripartiremo da una buona base. In città c’è grande fame di calcio”

Ernesto GabrieleIl tecnico del Fc Messina Ernesto Gabriele (foto Marco Familiari)

Il tecnico del Fc Messina Ernesto Gabriele, appena riconfermato dal club, è intervenuto nel programma “Tra presente, passato e futuro”, curato da Nebrodi in campo. Ha commentato lo stop del campionato, imposto dal Coronovirus: “Una situazione che ha arrecato molti danni alle persone, all’economia e anche al calcio, un’azienda influente nel nostro paese. Speriamo siano pochi gli strascichi che ci porteremo dietro in futuro”. Il tecnico lametino ha stilato un bilancio della stagione: “Il girone di andata è stato altalenante, perché abbiamo alternato momenti di grande calcio a cali di lucidità. Il gruppo andato in ritiro dal 19 luglio era totalmente nuovo”.

Aladje e Carbonaro

L’abbraccio tra Aladje e Carbonaro, a lungo ai box (foto Familiari)

Dopo la sconfitta con il Castrovillari la staffetta con Costantino: “Il cammino è stato abbastanza omogeneo, tutto frutto del lavoro. Ho cambiato il modulo di gioco e siamo stati più coesi nella fase di non possesso palla, subendo meno rispetto a prima. Nelle prime quattro gare della mia gestione abbiamo segnato dieci gol, subendone uno. A Cittanova invece abbiamo avuto un deciso sbandamento nei primi venti minuti. Eravamo un po’ troppo convinti della nostra forza e il 2-0 ha incanalato la sfida. Abbiamo provato a raddrizzarla ma abbiamo sbattuto sul loro muro”.

Nel girone di ritorno in trasferta la vittoria è arrivata soltanto a Corigliano: “Abbiamo disputato sicuramente delle buone gare, soffrendo e pareggiando a Licata, contro un’ottima squadra. Con il Giugliano in dieci uomini abbiamo incassato il gol a due minuti dal termine, prima di recarci a Palermo, dove ero molto arrabbiato a fine gara per il risultato alla luce della nostra ottima prestazione. La gara col Savoia vinta in nove uomini ha rappresentato al meglio la nostra stagione, chiusa ad Acireale, con una bella partita contro un’altra ottima realtà”.

Coria

Coria è tra gli elementi più talentuosi in rosa (foto Giovanni Chillemi)

Gabriele ha parlato anche di singoli, molti all’esordio al Sud: “Devo ringraziare i ragazzi. Tutti si sono calati in una realtà completamente nuova, in un girone meridionale abbastanza diverso per i ritmi di gioco rispetto a quello settentrionale da cui provenivano molti di loro. Carbonaro e Aladje hanno saltato diverse partite per infortunio, ma chi li ha sostituiti ha svolto un lavoro eccellente, non facendoci perdere intensità neanche negli allenamenti settimanali”.

Il tecnico ha parlato anche delle prime della classe: “Il Palermo ha dimostrato sul campo di essere la corazzata che doveva dominare il campionato e merita la posizione che ha, ma va detto che doveva ancora affrontare gare dall’alto coefficiente di difficoltà, come le trasferte con Savoia e Acireale. Noi potevamo fare qualcosa in più, però alla fine il quarto posto insieme al Troina non è una brutta base da cui partire e il mio pensiero è che la classifica ha sempre ragione riguardo ai verdetti che emette”.

"Testi Fracidi"

I Testi Fracidi al “Celeste” lo scorso 27 febbraio

Tra le note liete il coinvolgimento dei tifosi: “Sono arrivati la settimana prima che andassimo a giocare lo scontro diretto ad Acireale. Per noi è stata una grande sorpresa, che ci ha fatto immenso piacere. Giocare una partita col supporto della tifoseria organizzata è tutt’altra cosa perché i Testi Fracidi sono un gruppo storico, che esprime la grande fame di calcio che si respira in città. Penso che per Messina militare nel calcio professionistico sia un dovere, in considerazione anche del suo passato glorioso”.

Gabriele ha commentato anche la verve del presidente:Arena è un vulcano. È dura stargli dietro, ha tante idee e sprona tutti. Penso sia la persona giusta per dare qualcosa in più per il calcio a Messina e credo che lo stia dimostrando. Non sta facendo soltanto promesse, ma ha messo in piedi una grande realtà”.

Nelle prossime ore sono attese le pronunce del Consiglio Federale: “Abbiamo bisogno di certezze su come poterci allenare e avere un’idea chiara sul futuro, evitando troppe parole inutili sui protocolli sanitari. Nel calcio è impossibile non avere il contatto fisico. La proposta che cercano di far passare sugli allenamenti riservati a gruppi ristretti di sei giocatori per me è impraticabile”. 

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