Ferrigno: “Corona e Orlando come Vialli e Ravanelli. A gennaio un mercato soft”

Fabrizio Ferrigno nella sala stampa dello stadio San Filippo

Il Messina punta a tornare al successo contro l’Aversa Normanna per spezzare il digiuno da gol e cambiare nuovamente marcia dopo tre gare senza acuti. E’ il direttore sportivo Fabrizio Ferrigno ad analizzare il cammino dei giallorossi: “Siamo ambiziosi, il mister tende a proteggere i ragazzi per qualche risultato che non è arrivato, ma anche lui vuole arrivare il più in alto possibile. Bisogna però restare con i piedi ben piantati per terra, perché qui è facile accendere l’entusiasmo, ma va fatto soltanto attraverso le prestazioni. Non siamo dei perdenti se riteniamo come primo obiettivo la salvezza, ma la proprietà, quando ha costruito la squadra in estate, ci ha chiesto di centrare una permanenza serena. Va rilevato che neanche Lecce, Vigor, Foggia e Lupa Roma sin qui sono state capaci di metterci sotto. Dobbiamo ancora affrontare Salernitana, Benevento e Catanzaro ed a fine girone d’andata tireremo le somme”.

Il ds sugli spalti del San Filippo insieme  al patron Pietro Lo Monaco

Il ds sugli spalti del San Filippo insieme al patron Pietro Lo Monaco

Lo 0-0 del San Vito emblema di quello che poteva essere e non è stato. “A Cosenza, in alcuni momenti della partita, bisognava accelerare per tentare di ottenere i tre punti, ma ci si è accontentati, così come a Melfi. In entrambi i casi, invece, si poteva vincere. E’ soprattutto un problema mentale, bisogna crederci di più. Non si possono comunque fare paragoni con l’anno scorso, perché in questo torneo ci sono giocatori di categoria superiore e si viene subito puniti al primo errore. Quando la squadra sarà convinta mentalmente che non è inferiore a nessuna alzerà anche il baricentro in campo. E’ solo questione di tempo. Il tifoso vuole vedere del bel gioco, per adesso noi guardiamo ai risultati. L’Aversa? Dovremo scendere in campo agguerriti contro una formazione che ha da poco cambiato allenatore. Va affrontata col verso giusto ed il coltello tra i denti, consapevoli che siamo più forti”.

Gli appena nove gol segnati in dodici giornate non lo allarmano. “Bisogna crescere ancora, ma non abbiamo avuto quasi mai Bjelanovic, il giocatore preso in estate per fare la differenza. L’attacco non è sterile, Corona ed Orlando mi sembrano i migliori Vialli e Ravanelli, perché cantano e portano la croce, non essendo dunque lucidi sotto porta. Vedendo la classifica cannonieri i migliori sono attualmente a quota 6. Non ci sono tanti gol ed il campionato è molto equilibrato”.

Lagomarsini blocca a terra un pallone (foto Gabriele Maricchiolo)

Lagomarsini blocca a terra un pallone (foto Gabriele Maricchiolo)

In vista della sessione invernale della campagna trasferimenti che aprirà i battenti a gennaio il ds anticipa: “Non sarà un mercato movimentato come quello dell’anno scorso, ma qualcosa di più soft. Ci sarà qualche arrivo e magari andrà via qualcuno che gioca meno o che ha reso non rispettando le aspettative. Ne parleremo col mister, ascoltando i suoi ragionamenti. Non possiamo di certo portare a Messina dei giocatori del livello di Ferreira, un centrocampista in grado di segnare 15 reti. Pedro l’ho inventato io in quel ruolo quando si fece male Maiorano, consigliandolo a Catalano che ha lavorato inserendolo nei tre centrali di centrocampo”.

Chiusura dedicata a Lagomarsini, già da settimane vice-Iuliano, al momento indiscusso titolare nel ruolo di  numero uno. “Ettore è stato per due anni il portiere che tutti abbiamo visto all’opera, però nel calcio ci sono degli alti e bassi e Iuliano ha saputo aspettare il suo momento. Quindi faccio i complimenti a entrambi. Quest’estate volevo prendere Testa dall’Aquila, ma poi abbiamo operato la scelta di tenere Rino, conoscendone il valore”.

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