È morto il portiere Gino Zappetti. Dall’Istria a Messina, che non ha più lasciato

Gino ZappettiZappetti è il terzo da sinistra nel Messina che pareggiò con il Palermo nell'aprile 1959. In alto da sinistra Bernini, Orlando, Zappetti, Kyrchmayr, Alicata e Melonari. In basso, da sinistra: Bosco, Sellani, Bergamini, Renosto e Ciccolo.

Ancora un lutto per il calcio messinese. Dopo Francesco Chirieleison e Peppino Salerno, ci ha lasciati un altro storico portiere dell’Acr Messina, Giuseppe “Gino” Zappetti, che ha vestito la maglia biancoscudata per sette stagioni dal 1955 al 1961, difendendo la porta messinese in 47 gare, tra campionato e Coppa Italia, subendo 49 reti.

Gino Zappetti

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Messina per Zappetti è stata la tappa fondamentale della sua vita. Infatti nella nostra città conobbe la sua futura moglie, dalla quale ha avuto tre figli, e non è mai più andato via, tranne per lavoro, quando fu chiamato a difendere i pali di Arezzo, Akragas e Massiminiana. Zappetti aveva compiuto da poco novant’anni. A dare l’annuncio della sua scomparsa il figlio Claudio sul proprio profilo social: “Ciao pa… ti abbiamo amato tanto… vola in cielo… sempre più in alto…!”.

Gino Zappetti, figlio di esuli istriani, nacque a Pola il 26 agosto 1933. Fu costretto a lasciare la propria terra, dopo la firma del trattato di pace di Parigi del febbraio 1947 con il quale l’Italia cedeva buona parte dell’Istria alla Jugoslavia. Trasferitosi all’età di 13 anni con la propria famiglia a Rapallo, in provincia di Genova, Zappetti iniziò la sua carriera di calciatore nella formazione ligure dove, dopo aver disputato i campionati giovanili, esordì in quarta serie nella stagione 1953-54.

Gino Zappetti

Zappetti è il terzo da sinistra nel Messina che arrivò ottavo in B nel 1960. In piedi da sinistra: Melonari, Alicata, Zappetti, Cardillo, Bosco e Bredesen. In Basso da sinistra: Bettini, Radaelli, Stucchi, Regalia e Barbieri.

All’inizio del campionato 1955-56 viene acquistato dal Messina, che milita in serie B, dove è presente una discreta colonia di calciatori provenienti dal Friuli e dalla Venezia Giulia: Colomban, Zonch, Bosco, Franchi, Gratton e Nadali. Sulla riva siciliana dello Stretto, Zappetti non ebbe grandi possibilità di esprimersi: trovò davanti a sé portieri importanti come Peppino Salerno, Martino Angelo Colombo e Ademaro Breviglieri, ma ogni volta che veniva chiamato in causa dava sempre il massimo, facendosi apprezzare dagli sportivi messinesi.

Nella sua prima stagione in giallorosso Zappetti disputò due gare. Il suo esordio risale al 3 giugno, giorno della Madonna della Lettera, del 1956, quando il Messina allenato da Manlio Bacigalupo, superò con il classico risultato di 2-0 (gol di Bellotti e Grisa) la Salernitana al “Celeste”. Sette giorni dopo ancora una vittoria per i biancoscudati, che bissarono il successo contro il Taranto: a segno ancora Bellotti e poi Nicoletti. Nessuna presenza invece nella stagione successiva, in cui Salerno fu sempre presente tra i pali del Messina.

Gino Zappetti

Gino Zappetti ad Arezzo (foto Museo Amaranto)

Nel campionato 1957-58, in un Messina che disputa un campionato in cui non sono previste retrocessioni, Zappetti viene schierato da mister Ivo Fiorentini per ben nove volte: le reti al passivo sono 14, di cui 5 nella sola gara con il Cagliari persa dai peloritani per 5-0. Nel 1958-59 il nuovo tecnico Bruno Arcari, chiamato alla guida del Messina dal neo presidente Goffredo Muglia, dà maggiore spazio a Zappetti, che colleziona 15 presenze, 17 le reti al passivo. È un Messina rinnovato, che diverte i tifosi e alla fine si classificherà al decimo posto.

Nella stagione successiva, con la cessione di Salerno al Cagliari, Zappetti spera di diventare il numero uno, ma il club peloritano decide di affidare i guanti di portiere a Martino Angelo Colombo. Per il portiere nativo di Pola saranno 11 le presenze, con 7 reti subite, di cui 4 nel match contro il Verona perso dai messinesi per 4-0. Il Messina di Bruno Arcari chiuderà all’ottavo posto, rimettendo a posto la classifica nella parte finale del torneo, con Zappetti in porta nel pari esterno (0-0) con il Torino, il doppio successo casalingo (1-0) con la Reggiana e il Taranto e l’affermazione in trasferta sul Marzotto (2-0).

Tonino Colomban

Colomban dirige un allenamento del Messina

Nel campionato 1960-61 Bruno Arcari consegna la maglia di titolare a Zappetti, che giocherà le prime cinque partite. Dopo la sconfitta interna con il Monza (1-2), Arcari gli preferisce Ademaro Breviglieri, prelevato in estate dal Monza. Zappetti torna in panchina, in quella che sarà la sua ultima stagione in riva allo Stretto: totalizzerà 7 presenze con 8 reti al passivo. La sua ultima gara con lo scudo crociato sulla maglia la giocherà il 4 giugno del 1961 (Messina-Novara 1-1). I giallorossi chiuderanno il campionato al quinto posto, sfiorando il salto in massima serie.

Il buon Gino sarà poi ceduto all’Arezzo in cambio di Mario “Pinella” Rossi, che sarà il portiere della promozione in serie A, per via di un grave infortunio che fermò Breviglieri. La carriera di Zappetti proseguirà ad Arezzo, poi ad Agrigento e infine con la Massiminiana di Catania dei fratelli Massimino. Nel suo cuore c’è sempre stata la sua terra, il suo popolo. Si ritrovava sempre con i suoi conterranei, sparsi per l’Italia. Un modo per stare vicini dopo aver vissuto il dramma dell’esodo istriano.

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